ULTIMI GIORNI D’ESTATE

uetliberg

 

Ho scritto poco ultimamente, per una serie di ragioni. Essere a casa, per un mese intero, tutto il giorno sola con la Creatura, senza impegni “istituzionali”, non ha aiutato nella gestione dei tempi e nell’avere spazio per pensare e per scrivere. Fortunatamente siamo davvero agli sgoccioli e dopodomani si ricomincia con un nuovo anno scolastico. Io già da una settimana sono nuovamente impegnata con le lezioni di tedesco e la cosa, come sempre, non agevola il “tempo libero”.

Agosto è stato un mese lunghissimo, passato a Zurigo dove, fortunatamente, quest’anno si è respirata l’estate, quella vera, pur se con qualche piccola caduta ed interruzione, inevitabile e fisiologica a questa latitudine. In particolare quest’ultima settimana è stata davvero spettacolare dal punto di vista climatico e ci ha regalato giornate che, dovendo sceglierle a catalogo, non sarebbero potute essere migliori: così ci siamo goduti fino alla fine il sole, il lago, la piscina, il bosco, lo zoo e i meravigliosi panorami zurighesi. Sono stati giorni di fuochi d’artificio (reali e metaforici) in cui la bella stagione ha dato il meglio di sé, pronta ad accomiatarsi con ogni probabilità tra poche ore, ma rendendo così più accettabile la sua partenza.

Anche questo si impara vivendo a Zurigo: ad accogliere il sole come un regalo immenso, lasciando a volte altre occupazioni non troppo prioritarie per uscire, e stare all’aperto per quanto possibile e fino all’ultimo minuto utile. Questa è sicuramente una lezione di vita di cui gli Svizzeri sono maestri e che, con riconoscenza, abbiamo fatto anche nostra.

 

 

 

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THE BLACK HOLE

luna

 

Arriva inevitabile, ogni anno, verso fine estate, con data variabile. Le vacanze sono ormai archiviate (e pressoché dimenticate), le giornate si accorciano inesorabilmente e la luce abbagliante di luglio ha lasciato posto al crepuscolo agostano. Si inizia a pensare alla programmazione autunno-inverno: il nuovo inizio di un anno scolastico (mio e suo), le attività extrascolastiche da riprendere, le prossime “Ferien” e festività, le vacanze di Natale e la fine dell’anno. I miei impegni, quelli di tutti, gli incastri e le acrobazie di tutti i giorni,

E’ come se la luce dell’estate si spegnesse di colpo, indipendentemente dall’effettiva condizione meteorologica, anche se naturalmente, in caso di temperatura esterna a 15 °C il tutto è amplificato ai suoi massimi effetti. E’ come se il mare, il caldo, il cielo blu, le lunghe giornate in spiaggia, i bagni, tutto quello che ci ha tenuto compagnia per giorni o settimane fosse, all’improvviso, cancellato con un colpo di spugna. Salvo le foto, gelosamente custodite su tutti i dispositivi elettronici possibili, ma neppure troppo spesso ammirate per non farsi troppo del male.

E non è la Svizzera, posso assicurare. Stesso diabolico meccanismo mi capitava in Italia, addirittura in forma più virulenta e drammatica, probabilmente per le quattro mura di un ufficio che mi aspettavano senza scampo, e senza gli spazi di Zurigo a mitigare il trauma. Il buco nero si apre davanti a me, come tunnel senza fondo e senza speranza. E per qualche istante mi trovo a domandarmi come potrò sopravvivere ad un altro lungo autunno, ad un altro lungo inverno e ad un’altra maledetta primavera, prima che la luce ritorni, per poi sparire di nuovo, con crudele premeditazione.

 

 

 

5

 

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Tanti auguri al mio bambino che non vuole compiere gli anni. Che vuole i regali, ma non diventare grande.

Che vorrebbe forse una festa con i suo amici, ma non compiere gli anni, e dunque siamo ancora incerti sul farla o meno, quando tutti torneranno dalle vacanze.

Mi sembra sempre più strano, ogni anno che passa, ricordare quel giorno di cinque anni fa, con una sveglia all’alba dopo una lunga notte insonne, le ore in sala parto e un gelato al cioccolato poco prima che tu nascessi.

Come ogni madre mi piacerebbe sempre saperti sereno e felice, senza le difficoltà e i dolori di questa vita, ma altrettanto so come non sia possibile e probabilmente neppure giusto.

Mi accontenterei di vederti crescere in un discreto equilibrio tra due mondi, quello in cui sei nato e quello in cui oggi ti trovi a vivere ogni giorno, tra due lingue tanto diverse, di cui una sarà, sempre e indiscutibilmente, la tua lingua madre, ma che l’altra riesca a diventarti familiare quanto le strade di questa città, in cui ormai hai trascorso quasi la metà della tua vita.

Che tu riesca a capire ed amare entrambi i Paesi, quello a sud e quello a nord delle Alpi, le due case tra cui pendoliamo di tanto in tanto, così come tu riesca a sentire comunque vicini i nonni lontani e tutto quello che, tuo malgrado, hai dovuto lasciarti alle spalle.

Comunque sarà, per oggi, solo tanti auguri Pestilenza ;-)!

 

 

(Immagine tratta dal sito http://www.cucina.buttalapasta.it)

SEENACHTFEST RAPPERSWIL

rapperswil

Il borgo medievale e il castello

Io amo la Svizzera in agosto, soprattutto se il meteo non fa il capriccioso e l’estate può svolgere al meglio il suo lavoro. Cieli blu cobalto, giornate luminose, caldo secco e ventilato, e tantissime manifestazioni nelle città per chi rimane o ritorna dalle vacanze.

Lo scorso fine settimana a Rapperswil (bellissimo borgo medievale sul lago ad una quarantina di chilometri a sud di Zurigo), si è tenuta la famosa Seenachfest, festa del lago che ha luogo ogni tre anni e richiama mediamente 150.000 visitatori nei tre giorni della manifestazione, da venerdì a domenica. Il programma è estremamente ricco e prevede, nelle vie della città vecchia, concerti e musica dal vivo, artisti di strada, bancarelle di street-food, esibizioni acrobatiche delle forze aeree svizzere e, il venerdì e sabato sera, spettacoli di fuochi d’artificio sul lago.

Noi, appena rientrati dalle vacanze, e reduci da una settimana di riorganizzazione zurighese (leggi: infinite lavatrici, tonnellate di panni da stirare, incombenze amministrative arretrate da adempiere con figlio full-time al seguito), siamo riusciti ad andare a dare un’occhiata solo domenica mattina, giornata conclusiva e teoricamente “sotto tono”, visto che molte esibizioni sono già terminate e alle cinque del pomeriggio il tutto si chiude ufficialmente. In realtà siamo rimasti estremamente soddisfatti della nostra piccola gita fuori porta: non abbiamo trovato eccessiva folla (cosa che mi preoccupava per le giornate iniziali), quindi il centro cittadino si girava senza difficoltà e senza stress, abbiamo assistito ancora a spettacoli di musica dal vivo e all’ultimo show degli aerei d’epoca dell’aviazione militare, oltre che avuto ampie possibilità di scelta tra le cucine del mondo per il pranzo e, da ultimo, gustato un ottimo gelato artigianale italiano prima di rientrare a casa, cosa non così scontata in questa parte della Svizzera (per chi capitasse da quelle parti, nella piazza principale c’è la gelateria ’10, che mi sento di consigliare vivamente :-))

Il borgo medievale cittadino, tra l’altro, è il solito piccolo gioiello svizzero, perfettamente conservato come una pietra preziosa e offre una meravigliosa vista panoramica sui tetti, sui giardini di rose (famoso elemento distintivo della città), sulle vigne ed il lago. Torneremo sicuramente e, se tra tre anni saremo ancora da queste parti, ci organizzeremo certamente per una visita della festa versione by night!