BRUNNEN E IL LAGO DEI QUATTRO CANTONI

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Come ogni tanto mi capita di raccontare, una delle prime cose che ho fatto nel momento in cui abbiamo deciso di trasferirci in Svizzera è stata acquistare la Lonely Planet del Paese. Molto letta, ma inizialmente poco “usata davvero”, nei tempi iniziali della nostra vita a nord delle Alpi, resta un punto di riferimento per tutti quei momenti (spesso, semplicemente, un sabato o una domenica) in cui abbiamo voglia di una gita fuori porta e le condizioni meteorologiche sono favorevoli.

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Lo scorso fine settimana, dopo un’attesa di ben 5 anni, decisamente sproporzionata rispetto alla distanza della meta (ben 45 km da casa!!!), siamo finalmente riusciti a fare una visita a Brunnen e al lago di Uri, dopo che per decine e decine di volte ci siamo limitati a ripetere – lungo la strada verso l’Italia, o al contrario di ritorno a casa – “Dobbiamo assolutamente venire a fare un giro qui in una bella giornata…”

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Il motivo dell’interesse è presto detto: Brunnen è una piccola cittadina a poca distanza da Schwyz (capoluogo dell’omonimo cantone – in italiano Svitto-) situata sulla sponda del lago di Uri, nel punto di intersezione col lago dei Quattro Cantoni, dotata di una vista a dir poco mozzafiato sui laghi e sulle Alpi, tanto da essere stata oggetto dei paesaggi dipinti dal pittore inglese William Turner. Dal centro cittadino, con una piacevole passeggiata lungo il lago, si raggiunge la funivia che, nella bella stagione, porta ai 1240 metri della Urmiberg, con la possibilità di passeggiate e trekking, nonché di una sosta rigenerante per corpo e spirito, presso il piccolo rifugio-ristorante.

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Questo tratto del lago è anche rinomato per una specialità gastronomica chiamata “Pollo nel cestino” per la quale proprio a Brunnen è noto un famoso ristorante (Gasthaus Ochsen): il locale si trova in un edificio storico molto bello e visto che noi abbiamo perso l’occasione di provarla, avendo pranzato in montagna, dovremo sicuramente tornarci quanto prima, sperando di non lasciar passare altri cinque anni!

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(Testo e foto Carlotta G.)

 

 

 

 

 

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LA COSA PIU’ MERAVIGLIOSA DEL MONDO

Ci siamo imbattuti in un pavone, un paio di giorni fa. Non era la prima volta, ma non ricordavo da tantissimi anni di averne visto uno fare la ruota, per lunghi, lunghissimi minuti, intento a manifestare sfacciatamente la perfezione di cui la natura lo ha dotato.

Siamo rimasti in silenzio a guardarlo e, quando qualcuno di nuovo arrivava, si sentiva sussurrare un “Oh! Ma che meraviglia”, come se tanto splendore fosse quasi eccessivo per un inutile volatile che pare non avere altro scopo nella vita che farsi ammirare per le sue piume.

Ad un tratto la Creatura, che aveva già incontrato diversi pavoni, ma senza mai vedere ruote mirabolanti, esclama: “Questa è la cosa più meravigliosa che ho visto nella vita!

A volte è facile trovare un senso alle proprie giornate.

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(foto Carlotta G.)