AUTUNNO

(Doodle equinozio d’autunno 2019)

Sto scrivendo molto poco in questi ultimi tempi. D’altronde ci sono momenti per scrivere ed altri per leggere, momenti per raccontare e momenti per restare in raccoglimento, momenti per esternare e momenti per rielaborare.

Ho un po’ la sensazione che tutto ciò che potrei mettere nero su bianco non sia così indispensabile (e certamente non lo è, ora come prima!), ma naturalmente in primo luogo non lo è per me e quindi la routine del quotidiano, o altre attività, vengono sicuramente prima e dato che il tempo è sempre tiranno, i giorni e le settimane passano con la pagina che rimane bianca.

Non ho dimenticato che là fuori c’è sempre la meravigliosa Zurigo, con tutto il bellissimo che c’è, anche se l’autunno ormai è arrivato e i fasti dell’estate (breve e non molto generosa quest’anno) sono ormai alle spalle. Lei resta sempre lì, in sottofondo, silenziosa e rispettosa del mio silenzio, ma si sa che basta sollevare un po’ lo sguardo per ritrovare tutto ciò che è a nostra disposizione.

Nessuna fretta, quindi, andiamo tra l’altro verso l’inverno, tempo di attesa e letargo 😉 Aspettiamo.

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18 anni fa

Ricordo una spiaggia, nel mio mare greco, un pomeriggio di 18 anni fa. Una vacanza un po’ fuori stagione al termine di una strana estate, una delle più difficili che avessi vissuto. Il tentativo di rimettere insieme i pezzi, per ritornare me stessa e continuare a affrontare il lavoro, gli impegni, la vita.

Ricordo una notizia surreale, rispetto alla quale mi servì un discreto arco di tempo per capire cosa fosse successo davvero. Una notizia dopo la quale il mondo intero non sarebbe mai più stato lo stesso. Non è purtroppo un semplice modo di dire, ma un’assoluta e amara verità.

Dal mare greco sarei tornata di lì a pochi giorni, in un gelido anticipo di autunno del nord Italia. La mia ricostruzione sarebbe durata ancora mesi e anni, con fatiche, deviazioni, ricadute, resurrezioni inattese. La ricostruzione di ciascuno di noi dura, a volte, una vita intera. Quasi vent’anni dopo penso di aver capito che è nell’ordine naturale delle cose, non ci deve stupire di più di tanto e, anzi, possiamo la maggior parte delle volte considerarla una benedizione.

La ricostruzione del resto del mondo, da quel giorno, non sembra al momento avere avuto altrettanto successo. Anzi. La sensazione è che ombre sempre più oscure e minacciose incombano senza prospettive di schiarita. Non è necessariamente vero che sia proprio così. Quello che vediamo non sempre corrisponde a quello che è. Continuiamo a sperare.