LA SAGA DEI CAZALET – Il venerdì del libro

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Ho finito di leggere la saga dei Cazalet. 5 libri e un paio d’anni da quando l’ho iniziata, credo.
Ho ancora l’ultimo volume sul comodino e fatico un po’ all’idea di archiviarlo. A momenti alterni, e intervallati senza stress con altre letture di diversi generi, questi libri mi hanno tenuto compagnia per un periodo decisamente lunghetto e ora, onestamente, soffro un po’ a dovermene distaccare, come se ormai fossero diventati “amici di famiglia”.

Non ho recensito singoli volumi, anche se ognuno sicuramente ha una sua individualità, perché volevo arrivare in fondo e capire. La partenza è stata un pochino in sordina, con un crescendo, secondo i miei personali gusti, nel terzo e quarto volume a mio parere i meglio riusciti e più intensi, per poi prepararsi al commiato nel quinto che, tra l’altro, non era ancora stato pubblicato in italiano quando ho iniziato la lettura della saga.
Credo che per chi ama le saghe familiari sia sicuramente una lettura da consigliare, per i notevoli intrecci della storia, la ricchezza psicologica dei personaggi e della narrazione, l’assoluto interesse dell’ambientazione storica (Inghilterra, da poco prima dello scoppio delle seconda guerra mondiale agli anni cinquanta), che sicuramente rispecchiano parte della personalità dell’autrice, decisamente fuori dagli schemi dell’epoca secondo la biografia ufficiale.
Il mio personaggio preferito: la figura di sottofondo, ma realmente immensa della “Duchessa” la matriarca del clan dei Cazalet.

Questo post partecipa all’iniziativa il Venerdì del libro di Homemademamma

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MARTE IN ESTATE

marte

(l’improbabile foto di Marte, scattata dalla Creatura)

 

C’era Marte, luminoso nel cielo. L’aria (finalmente!) fresca della sera.
Io e la mia sdraio, al buio.
Otto piani Sotto, ragazzi che giocavano ad una strana versione del ping-pong, correndo come matti intorno al tavolo.
Chi si beveva una birra, chi finiva di cenare, chi chiacchierava. Chi, semplicemente, si godeva un po’ di fresco, restando lì dov’era, in silenzio.
Alla fine è bello essere a casa.