Natale, neve e dintorni

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Non sono mai stata una party-girl natalizia. Fino a quando ho vissuto in Italia, e con la sola esclusione del dorato periodo dell’infanzia, ho sempre sofferto un po’ l’avvicinarsi del Natale, gli obblighi di addobbi e simili, il dover sfoggiare a tutti costi sorrisi e felicità (vere o presunte) insieme ad un albero scintillante o a un presepe ricercatissimo.

Confesso che, dopo il trasferimento a Zurigo, le cose sono gradualmente cambiate. Non tanto per il fatto di avere un figlio che farebbe l’albero di Natale anche a Ferragosto, quanto perché da queste parti il periodo dell’Avvento è davvero molto sentito, si cercano infinite “scuse” per viverlo il più intensamente possibile e, come prima cosa, la città si inonda di luci. E’ ovviamente un modo per ammortizzare per quando possibile il buio e il grigiore incombente di questi mesi, quest’anno particolarmente intenso anche rispetto alla media. Tant’è che gli addobbi natalizi (e non parliamo dei Babbi Natale al supermercato che ormai compaiono a fine ottobre 😦 ) prendono ufficialmente possesso di Zurigo l’ultima settimana di novembre.

In Italia non ho mai neppure pensato di preparare l’albero prima di Sant’Ambrogio o dell’Immacolata (forse pure più tardi), ma qui ormai se resistiamo fino al primo weekend di dicembre è davvero molto! E, sinceramente, la cosa non mi pare affatto fuori luogo o eccessiva, ma semplicemente un modo abbastanza normale di adattarsi ai tempi, ai luoghi e ai riti della realtà in cui ci troviamo a vivere.

Si sa anche che nell’immaginario collettivo dell’uomo occidentale il concetto del Natale è abbinato quasi indissolubilmente a quello della neve. A Zurigo può capitare anche questa fortuna: da alcuni giorni, o forse dovrei dire settimane, di tanto in tanto tutto si colora di bianco e la mattina può capitare di svegliarsi con una nuova sorpresa: e anche la neve qui è considerata molto sul serio. Oggi mio figlio è tornato da scuola con un foglio in cui erano riportati i compiti da fare per domani: “Giocare nella neve” 😉  Naturalmente comando rispettato alla lettera…

 

 

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DIVERSE PROSPETTIVE

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(immagine tratta da http://www.finanzaonline.com)

 

Non è stata una giornata particolarmente luminosa, anzi. C’è stato il diluvio all’alba e una breve e provvisoria pausa non faceva presagire nulla di buono per l’evoluzione della giornata.

Mio figlio è stato accompagnato a scuola dalla nonna, la quale ha difficoltà a capacitarsi che possa davvero fare in autonomia la strada di andata e ritorno, per cui ogni volta che capita da queste parti la scorta è garantita.

(io) “Nello zaino ci sono i pantaloni da pioggia: usali nella pausa, altrimenti ti bagni oggi”

(lei) “Ma perché?? Devono andare fuori oggi?!”

(io) “Beh, oggi come tutti i giorni in realtà”

Sguardo di terrore.

Di ritorno, qualche tempo dopo.

(lei) “La porta era già aperta ed è entrato subito a scuola…gli ho chiesto se quando escono per la pausa restano sotto il portico, lì almeno è coperto. Lui mi ha risposto: “E perché dovremmo stare qui sotto il portico quando c’è tutto il cortile?!”