Bentornati!

Bentornati 🙂 !

Anno nuovo, blog nuovo…ancora work in progress, solo ancora un po’ di pazienza!

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LAST POST

(Immagine tratta dal sito: www.teamworldshop.it)

(Immagine tratta dal sito: http://www.teamworldshop.it)

 

Avevo colto, da qualche segnale in ordine sparso, che questo 2017 sarebbe stato un anno di cambiamenti, piccoli o grandi che fossero.

Non avevo esattamente messo in conto di dovere, mio malgrado, iniziare dal blog, dopo quattro anni e mezzo di onorato servizio. La redazione ha comunicato la chiusura di tutti i blog di Style.it con effetto dalla fine del mese di gennaio. Tra una settimana. Troppo poco tempo per pensare nell’immediato qualsiasi cosa.

Probabilmente, quasi certamente, continuerò a scrivere. Sul blog di Mammeonline, su FB, su Twitter e magari, quando avrò tempo e modo di lavorarci con calma, su un blog tutto mio. Poiché questo addio improvviso mi lascia un po’ così, un po’ perplessa e smarrita, passo direttamente ai saluti e ai RINGRAZIAMENTI.

GRAZIE a tutti coloro che mi hanno tenuto compagnia in questi anni, alle persone che tramite il blog ho avuto anche la possibilità di conoscere e incontrare a Zurigo. A coloro che mi hanno scritto, che hanno commentato i post e che hanno contribuito a dare un senso ai miei pensieri su carta.

Un grande abbraccio e speriamo a presto 🙂

Carlotta G. Lavitaamodomio

http://www.mammeonline.net/blogger/carlotta-g

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https://twitter.com/Carlotta_G_

 

 

LA CITTA’ SOTTERRANEA

(Immagine tratta dal sito www.hikr.org)

(Immagine tratta dal sito http://www.hikr.org)

 

C’è una città nascosta, che si scopre magari per caso o per improvvise necessità nel giorno settimanale in Svizzera ancora dedicato al riposo, quando (quasi) tutto in città è chiuso, salvo qualche sporadico bar e ristorante. Anche nelle vie dello shopping, e pur se Zurigo è pur sempre una città turistica ove tutto l’anno arrivano persone da ogni parte del mondo.

C’è una città sotterranea dove tutto è aperto, sempre, tranne che di notte. Dove puoi trovare qualsiasi cosa tu abbia hai scordato di comprare “fuori”, dai supermercati al fioraio, dalla libreria al parrucchiere, dall’abbigliamento alle calzature, dagli articoli sportivi agli accessori per il cellulare o alla duplicazione delle chiavi. Una miriade di pasticcerie e cioccolaterie, fast food di ogni tipo, caffé, fornai e ristoranti per ogni gusto.

Potresti vivere anche anni in questa città senza scoprirla mai, a meno di non dover prendere un treno che parte da un binario sotterraneo della stazione, o di avere una indifferibile necessità di comprare pane e latte in una domenica pomeriggio: allora potrai rischiare di perderti per lunghi corridoi, scale e scale mobili, illuminati a giorno e disseminati di indicazioni stradali e ferroviarie che riuscirebbero a confondere anche il viaggiatore più navigato. Se c’è una cosa che non corrisponde al rigore pragmatico e pulito della Svizzera tedesca è la mappa del centro commerciale che si trova nel sotterraneo della stazione centrale di Zurigo. Scendi e ti si apre un mondo: quello di Alice nel Paese delle Meraviglie da cui, però, rischi di non riuscire più a riemergere. Assomiglia decisamente più al Labirinto del Minotauro che ad un opera di architettura elvetica, per lo più recentemente rinnovata e tirata a lucido.

Può essere comunque un diversivo, o uno sport, da praticare in una domenica di brutto tempo e temperature proibitive: sei comunque al coperto e relativamente al caldo. Potresti trascorrere ore decidendo cosa comprare (beni di prima necessità o shopping, a tua scelta), cosa mangiare o cosa bere. Ho vagabondato un po’ per il sotterraneo qualche giorno fa, cercando un mazzo di tulipani ad un prezzo ragionevole che non ho trovato, ma ammirando sicuramente la vetrina di un fioraio svizzero doc che proponeva in offerta un mazzetto di tulipani – svizzeri doc anche loro – a soli 18 Franchi e mezzo. Vezzo troppo caro solo per rischiarare una buia giornata invernale.

Comunque sia, quanto sentirete qualcuno dire: “A Zurigo la domenica è tutto chiuso!” non credeteci.

C’è un mondo da scoprire là sotto, a portata di scala mobile.

 

 

AUSTERITY

Immagine tratta dal sito www.metropolinotizie.it

Immagine tratta dal sito http://www.metropolinotizie.it

 

Di solito non faccio mai propositi per il nuovo anno, è una mia ferma convinzione che siano molto inutili. Questa volta ho fatto una piccola eccezione.

Negli ultimi giorni del 2016 ho pensato alla necessità di una certa regola di austerità per il prossimo futuro.

Che varrà sia per me personalmente che per tutti i membri della famiglia, piccolo di casa compreso.

Sarà che il quantitativo di oggetti che abbiamo dovuto caricare e scaricare dall’auto in occasione del periodo natalizio è stato sfinente e impressionante, sarà che ogni momento che passa ho la netta sensazione che mio figlio stia crescendo, nostro malgrado, dando tutto ciò che ha per scontato; sarà che inevitabilmente la vita svizzera tende ad abituare a standard obiettivamente elevati a cui neppure si fa più caso, proprio perché sono mediamente la norma. Norma che, però, chiaramente non vale nel resto del mondo, neppure nel resto del mondo fortunato, pochi chilometri fuori da qui.

Vorrei che non tutto si dovesse considerare dovuto e normale, comprese quelle esperienze educative che sono sicuramente un plus di questa realtà, ma che alla lunga temo possano avere l’effetto di far passare gli stimoli veri: ovvero il darsi da fare per ottenere ciò che si vuole raggiungere, con convinzione, impegno e una sana dose di sbattimento personale. 

Forse nella vita conta davvero di più ciò che è mancato a fare una persona, rispetto a ciò che le è stato sempre regalato. E spero di non continuare a sentire in giro le solite frasi da genitore-expat che ormai mi stanno diventando sinceramente stucchevoli:

“Noi siamo qui per il bene dei nostri figli, per garantire loro un futuro migliore. Dobbiamo lavorare duramente e stiamo facendo tanti sacrifici per questo motivo”.

Forse è il caso che qualcuno inizi a dire, a tutte queste persone di sacrosanta buona volontà, che il futuro di ciascuno è (forse) nelle sue sole mani, non certo in quelle, generose e amorevoli, di mamma e papà.

Ché il mondo là fuori è pieno di idioti, figli di genitori eccezionali. E viceversa. E ciò vorrà pur dire qualcosa.