CALURA AFRICANA

(Immagine: http://www.meteoinmolise.com)

Fa caldo, anche qui. Dopo una primavera/inizio estate che definire inesistente sarebbe un complimento, è arrivato all’improvviso l’anticiclone africano. Da lunedì, e ogni giorno di più, le temperature pomeridiane si aggirano sui 35-37 gradi. Parecchio, per le abitudini locali e per una realtà in cui l’aria condizionata negli stabili residenziali praticamente non esiste. E’ scattata l’allerta meteo di livello 3 (su 4), e pare che alcune scuole abbiano stravolto i programmi settimanali (e portato le ciurme in massa in piscina, come ho potuto notare oggi, passandoci davanti). Le piscine all’aperto sono sull’orlo del collasso di folla e chimico-batteriologico, perché per sopportare l’onda d’urto delle temperature elevate e delle frequentazioni record sembra abbiano dovuto ricorrere a mezzi di disinfezione un po’ troppo generosi rispetto al consentito, con possibili potenziali rischi alla salute dei bagnanti. Restano il lago (vabbe’…), il fiume e il bosco.

Le buone notizie. Non siamo in pianura padana (Gott sei Dank!) e i 37 gradi di Zurigo sono 37 e non 45. La sera rinfresca abbastanza, la notte comunque si dorme tranquillamente con una finestra aperta. La mattina presto la temperatura è comunque gradevole anche per una passeggiata tranquilla. L’onda di calore dovrebbe terminare col fine settimana, dalla prossima si ritorna – grazie a temporali – sui più ragionevoli 25-27 gradi. Le attività quotidiane in qualche caso possono essere leggermente riviste e calibrate in base alle condizioni ambientali. Non è obbligatorio fare jogging alle 11 con 30 gradi ed elevato rischio ozono, né uscire a tutti i costi alle tre del pomeriggio, solo perché è estate e, finalmente, c’è il sole. In questi giorni ho riadattato le lezioni di yoga con pratiche che consentissero di riequilibrare un po’ la temperatura del corpo e di sciogliere tensioni e fatiche accumulate con il caldo e la giornata. Non esiste solo il saluto al sole.

Tutto ciò detto, pare che anche qui si stia un po’ perdendo la brocca. Si sta parlando di record di calura mai visti da secoli (se non erro lo scorso anno non si è vista una goccia d’acqua per mesi e in alcuni momenti il clima davvero non lasciava buone prospettive a coloro che avevano davanti ancora un paio di mesi buoni di attività scolastiche e lavorative). Però, al giorno numero due di anticiclone africano, si è iniziato a parlare di rivedere il calendario scolastico, per riadattarlo alle nuove condizioni dettate dall’incombente cambiamento climatico: dall’attuale mese di vacanze estive ai tre del modello italiano. Il colpo di calore ha colpito ancora prima che iniziasse a fare davvero caldo.

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“IL MIRACOLO DELLA PRESENZA MENTALE” – Venerdì del libro

Quando si parla di meditazione si ha sempre l’impressione di affrontare un argomento estremamente misterioso, ai confini dell’esoterico e del soprannaturale, collegato a pratiche strane, potenzialmente capaci di catapultare il praticante di turno in chissà quale universo parallelo. E’ spesso così anche nel mondo degli “addetti ai lavori”, di coloro che addirittura lavorano con queste pratiche. Esistono naturalmente diverse modalità e approcci meditativi, che divergono a seconda della tradizione di provenienza e per gli scopi ultimi che si propongono, ma quello che è certo è che si tratta di una condizione molto più semplice di quello che si potrebbe immaginare e, altrettanto sicuramente, difficile da raggiungere se non adeguatamente allenati a portare la coscienza su un diverso piano di ascolto e apertura rispetto alla realtà e al mondo che ci circondano. Tale dovrebbe, in effetti, essere la condizione umana “naturale”, ormai persa invece non si sa da quanti millenni per misteriose circostanze nell’evoluzione della specie.

Il libro di Thich Nhan Hanh, monaco e notissimo esponente del buddismo zen vietnamita, nonché autore di numerosi libri sul tema della meditazione e della non-violenza, sgombera il campo da qualsiasi dubbio esistenziale sulla vera essenza e sul senso del meditare: tornare alla presenza mentale, alla totale consapevolezza del momento e di ciò che in quel momento semplicemente è. “Come praticare la presenza mentale? La mia risposta è: concentratevi su quello che state facendo, siate vigili e pronti a gestire ogni situazione con abilità e intelligenza. Ecco la presenza mentale”.

Nessun rituale complesso o misterioso, nessun rito iniziatico, nessun guru a indicarci strade segrete: solo noi, la nostra consapevolezza e ciò che circonda, di momento in momento. Facile: per niente proprio 😉

Se mentre laviamo i piatti pensiamo solo alla tazza di tè che ci aspetta e ci affrettiamo a toglierli di mezzo come se fossero una seccatura, non stiamo “lavando i piatti per lavare i piatti”. Direi di più, in quel momento non siamo vivi.
Questo perché, mentre siamo davanti al lavandino, siamo assolutamente incapaci di accorgerci del miracolo della vita. Se non sappiamo lavare i piatti, è probabile che non riusciremo nemmeno a bere la nostra tazza di tè. Mente beviamo il tè, non faremo che pensare ad altre cose, accorgendoci a stento della tazza che teniamo tra le mani. 
Così ci facciamo risucchiare dal futuro, incapaci di vivere veramente un solo minuto della nostra vita”
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Questo post partecipa al “Venerdì del libro” di Homemademamma.

GIUGNO IN RITARDO

Quest’anno maggio ce lo siamo giocato, e così sia. Siamo arrivati alla prima settimana di giugno con piumini e piumoni e una voglia disperata di sbarazzarci dell’intero guardaroba invernale. Stavamo perdendo le speranze anche solo per un timido accenno di primavera. Maggio ha un profumo, unico irripetibile e tutto suo, che io ricordo da lontane serate infantili, quando l’aria profumava delle rose del terrazzo e il cielo si riempiva dei voli incessanti delle rondini.

Qui non c’erano profumi a maggio, solo uno strano sole pallido e freddo, che ogni tanto si ricordava di fare capolino tra nubi nere di pioggia. Siamo arrivati al mese successivo e, in barba ad ogni teoria negazionista di climate-change, nell’arco di 24 ore scarse siamo passati dai 10 ai 30 gradi. Neanche dopo un volo intercontinentale. Tutti contenti, eh! Respiro di sollievo, non ci hanno rubato definitivamente la bella stagione. Forse no, ma il fondato sospetto che qualcosa (di grosso) che non stia funzionando per il verso giusto c’è eccome. E onestamente non mi lascia molto tranquilla. Insieme alla consapevolezza che, con l’età, fatico oggettivamente sempre di più a gestire le temperature estreme, e i poco più di 30 gradi che un tempo mi avrebbero lasciata satolla e indifferente a qualsiasi disagio, oggi pesano come la stanchezza sproporzionata accumulata nelle gambe a sera.

p.s. per la cronaca: ho aperto l’armadio “estivo” e stranamente non ho più nulla da mettere. Di trasformazione in trasformazione, da quando vivo qui ho davvero poche cose per la bella stagione, che di solito è talmente breve da non meritare grandi investimenti. E quello che ho, comprato anche non troppo tempo fa, è come se non mi rappresentasse più, come se non lo sentissi più mio, non adatto alla persona che sono diventata. Urge restyling.