FLORIDA COAST TO COAST

La prima volta che ho viaggiato verso gli Stati Uniti era una domenica di Pasqua di dieci anni fa, a Malpensa nevicava nonostante fossimo a fine marzo e, dopo le interminabili ore di viaggio, mi accolse una New York dal cielo terso e dal clima ciononostante gelido.

Quando, due settimane fa, siamo partiti da Zurigo per Miami, all’aeroporto nevischiava e dopo le quasi undici ore di volo diurno, all’arrivo a destinazione ci attendevano un sole accecante e 27 gradi, temperatura che sarebbe stata la media per tutti i dieci successivi giorni di vacanza. 

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Nonostante la mia enorme passione per i viaggi non è facile convincermi ad affrontare un volo intercontinentale, 6 ore di jet lag e un viaggio itinerante dove ogni due/tre giorni c’è necessità di impacchettare tutto, caricare in auto e dirigersi verso una nuova destinazione. Non perché non mi piaccia vedere cose diverse, tutt’altro, è che sono pigra e spesso la pigrizia rischia di avere la meglio sulla curiosità. 

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Non ho mai neppure avuto una particolare passione per gli USA, tanto è vero che in tutta la vita ci sono stata solo due volte (inclusa questa) e che se non fosse stato il Marito a proporre la Florida non mi sarebbe mai passato per la testa di investire le vacanze invernali, nonostante il mito cinematografico-televisivo paragonabile solo a quello californiano.

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Viaggiare negli Stati Uniti, per un europeo, è sempre come trovarsi improvvisamente a vivere un po’ dentro un film, nel bene e nel male, e per fortuna quasi sempre i lati positivi superano di gran lunga quelli negativi (tipo la follia tutta americana dell’uso dell’aria condizionata e dell’acqua – di rubinetto – allungata con tonnellate di ghiaccio ;-))

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Nella decina di giorni del nostro tour abbiamo deciso di toccare quattro diverse destinazioni: Miami, Siesta Key (considerata fino a 48 ore fa la spiaggia più bella degli USA, e appena superata da Clearwater – con cui, infatti, eravamo in dubbio), Naples ed infine Key West. In mezzo, l’immancabile sosta alle Everglades, attraverso cui si passa necessariamente per spostarsi dalla costa est a quella ovest, ma che valgono naturalmente una visita ad hoc (potendo anche più d’una, per l’incredibile varietà e ricchezza di paesaggi, nonché della celeberrima fauna tipica: alligatori, coccodrilli e serpenti, oltre ad un numero indescrivibile di uccelli).

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Difficile riassumere in un post tutte le meraviglie viste e vissute, ma potrei dire che, ad esperienza conclusa, ripartirei potendo domani. Mi è piaciuto tutto, davvero tanto, e in modo diverso, visto che i luoghi che abbiamo visitato sono abbastanza diversi tra loro, anche se accomunati in questo periodo dell’anno da un clima fantastico che, da solo, vale il viaggio.

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Un posticino speciale nel mio cuore sarà per sempre occupato da Key West, ancora più affascinante di quanto non avessi immaginato dopo aver visto “Piume di struzzo”

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Per il resto, le immagini rendono meglio di mille parole.

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P.s. ringraziamento a distanza doveroso per http://www.erolucy.com, grazie a cui abbiamo raccolto tantissime e utilissime info sulla Florida e sui luoghi del nostro viaggio, inclusa la tappa della prima colazione a Miami Beach da Rosetta Bakery 😉

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MEMBRI DI FAMIGLIA

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(Immagine tratta da: http://www.cabbdesign.com)

 

Si sappia che qui si festeggiano i compleanni dei pupazzi, membri onorari della famiglia al rango degli umani. Anzi, direi pure di un livello superiore. Hanno diritto ad una data riservata sul calendario, preparazione di regali, festeggiamenti, torte e candeline.

Da più di ventiquattro ore sta appesa alla finestra una ghirlanda “Happy Birthday” e i genitori sono stati forzatamente obbligati a produrre un disegno originale come cadeau per il primo compleanno di Kuschlino, il topino home made, prodotto lo scorso anno come attività di lavoro a maglia al Kindergarten.

La Creatura si aspetta, tornando da scuola, una fornitura adeguata di dolciumi per il festeggiamento in piena regola, e naturalmente una candelina da spegnere.

Ho avuto qualche momento di smarrimento, della serie “Ma qui siamo impazziti…”, col marito che a tarda sera si sedeva al tavolo davanti ad un foglio di carta bianca, alla ricerca dell’ispirazione per il biglietto d’auguri dell’anno. Ho qualche dubbio sul fatto che un biglietto d’auguri così lo abbia mai fatto per suo figlio 😉

Poi mi sono detta che va benissimo così, e che il contrario non sta scritto da nessuna parte. Men che meno nella testa di un bambino di sette anni.