I LIBRI “delle VACANZE” – Venerdì del libro

libri

Durante le scorse vacanze estive – ormai un lontano ricordo 😦 – sono riuscita a leggere, con grande soddisfazione, diversi libri, a differenza di altre occasioni simili in cui gli ottimi propositi pre-partenza non hanno poi avuto effettiva realizzazione.

Voglio segnalare tre titoli, diversissimi tra loro, ma che ho profondamente apprezzato, anche se i temi trattati, in generale, non potessero dirsi tipicamente “vacanzieri”. Dovendo trovare un difetto alla mia selezione per il mare direi che, forse, avrei potuto inserire qualcosa di più “leggero”, fermo restando che si tratta comunque di tre letture consigliatissime.

  1. Chiamami con il tuo nome” di André Aciman. Libro acquistato casualmente al supermercato in occasione di una breve trasferta italiana, con lettura iniziata un po’ a rilento e abbandonata per qualche settimana, prima di essere ripresa e terminata con slancio durante le vacanze. La narrazione parte a mio parere un po’ lenta, con un po’ troppo “parlato interiore”, e si riscatta alla grande dopo un po’, per finire in una commozione incontenibile, su un tema certamente non facilissimo.
  2. Mia madre è un fiume” di Donatella Di Pietrantonio. Scelto dopo aver letto “L‘Arminuta” ed esserne rimasta folgorata. Tema sempre al femminile, ma radicalmente diverso dal precedente, racconta – tra le altre cose – l’Abruzzo e la vita delle sue genti dagli anni successivi la fine della seconda guerra mondiale ai nostri giorni. Cose che, già di per sé, meriterebbero la lettura. Bellissimo e straziante, la scrittrice senza dubbio la (mia) migliore scoperta della narrativa italiana degli ultimi anni. STRACONSIGLIATO
  3. Il nero e l’argento” di Paolo Giordano. Sono tornata a Giordano dopo i lunghi anni trascorsi dalla lettura de “La solitudine dei numeri primi” a cui “il nero e l’argento” non è sicuramente paragonabile. Ma Giordano a me fa un effetto particolare, come se mentre scrive mettesse inevitabilmente e drammaticamente a nudo parti di me che non sapevo – o non ricordavo – di avere. E’ un libro sulla morte, sulla solitudine umana, sulla famiglia e su molte altre cose. Scomodo, di nuovo, ma che lascia tracce.

 

Questo post partecipa al “Venerdì del libro” di Homemademamma 🙂

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THE SHOW MUST GO ON

ruote

La scuola e tutte le attività collegate dell’intera famiglia sono riprese ormai da quasi un mese. E’ stata dura, avrei sperato in un po’ più di fluidità in certe procedure che davo abbastanza per scontate, al punto di non pensare di dover ripartire da zero (o da meno infinito!!!) dopo uno stop di poche settimane. Ma tant’è. Si fa con quel che si ha e dovremmo ricordarci sempre che è inutile frustarsi per ciò che non c’è.

Pensavo al vecchio detto – nonché titolo di una celeberrima canzone – “The show must go on”, che ho sempre considerato – il proverbio, non la canzone – una pessima cosa: quest’idea di dover resistere a qualunque costo e a qualunque prezzo, indipendentemente da tutto e tutti, per un chissà quale interesse superiore, di chi poi.

Ho iniziato a pensarla diversamente da qualche tempo, forse perché mi si è rivelato il suo reale significato. Non esiste nessun interesse superiore. Il flusso semplicemente prosegue, indipendentemente da noi e da chiunque altro. Puoi decidere di uscirne, e in alcune circostanze credo sia sacrosanto e doveroso farlo, ferma restando la consapevolezza che il mondo non si fermerà per farti un favore o un gesto di riguardo. Non è carino, può non piacere, ma è così che funziona. E non perché c’è da qualche parte il cattivo di turno che vuole farti uno sgarbo, non vede, non sente o non capisce. Non sto parlando di questo. Sto parlando del fatto che “tutto passa, tutto scorre“, a prescindere da noi, piccolo ingranaggio di un meccanismo immenso, in eterno movimento. Se ci illudiamo che il tutto funzioni diversamente rischiamo di pagarne le conseguenze e finirci in mezzo, triturati. Il Marito ogni tanto dice che “non puoi fermare uno tsunami con le mani”, in effetti è per lo meno improbabile. Sta a noi scegliere che fare, se opporci alla corrente, assecondarla, o tentare di uscire dal fiume.

Tutto passa, tutto scorre” (Eraclito). The show must go on.

 

(Testo e foto Carlotta G.)