E CHI L’AMMAZZA?!

Qualche giorno fa era il compleanno del Marito, che veniva rapidamente festeggiato la mattina appena sveglio, prima di andare in ufficio, con torta per la colazione e regalo da spacchettare, trattandosi di periodo lavorativo particolarmente intenso e con poco spazio per fuori programma infrasettimanali.

Nel pomeriggio, mentre io e la piccola Belva stiamo rientrando a casa, passiamo casualmente davanti alla pasticceria:

“Dobbiamo prendere la torta per papà!!!”

Prendiamo la torta per papà, rientriamo, ceniamo all’ora indicata per il seienne con impegni scolastici. A fine pasto il papà, come da copione, non è ancora rientrato.

“Adesso mangiamo la torta?!”

“No, dobbiamo aspettare che papà torni! E’ il suo compleanno, non possiamo mica mangiare la torta senza di lui!”

“E va beh, ma se lui fa tardi io voglio mangiare la torta! Ormai l’abbiamo comprata e altrimenti scade, no?!”

Anche no. E chi l’ammazza, questo ;-)?

 

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CAMBIAMENTI

(Immagine tratta dal sito www.nonsprecare.it)

(Immagine tratta dal sito http://www.nonsprecare.it)

 

Ci sono molte femmine nella nuova classe di mio figlio. Da quanto ho percepito stamattina chiacchierano parecchio, e ciò potrebbe essere un bene per sfondare il mutismo che sicuramente Lui adotterà, da qui ad un prossimo futuro indefinito, non appena ogni mattina varcherà la soglia del nuovo Kindergarten. Svizzero. Ove tutti parlano il dialetto zurighese di cui lui capisce forse mezza parola, stando larghi.

In questo passaggio da doppio salto mortale carpiato con avvitamento ha guadagnato un anno in più di giochi all’asilo (e d’altronde io non ce lo vedevo proprio a trascorrere infinite ore sui banchi della scuola elementare, pur avendo ufficialmente l’età per frequentare la prima classe secondo i criteri italiani), un percorso casa-scuola della durata di un minuto scarso, la possibilità di conoscere nuovi amici e imparare (forse) più rapidamente una lingua che gli potrà permettere di integrarsi meglio con l’ambiente circostante.

C’è chi dice che, in questo modo, perderà un anno di scuola in cui avrebbe potuto già iniziare a leggere, scrivere, contare. Io spero che, nel frattempo, avrà voglia di iniziare a leggere e scrivere un po’ in italiano. Ma che, nello stesso tempo, acquisisca quella maturità in più che gli potrà permettere, tra un anno, di entrare alla scuola primaria con maggiore serenità e consapevolezza, e sicurezza nella lingua per lui straniera. 

Credo poi, in fondo, che nel bilancio della vita di una persona dodici mesi in più o in meno abbiano un ruolo davvero poco significativo. Ma in questo noi genitori siamo davvero portati ad ingigantire gli eventi come se tutto fosse “ora o mai più” su creature di pochi anni di vita. Lo so, anche se molto molto spesso me lo dimentico.

Ho anche molte altre preoccupazioni relative a questa nuova avventura, addirittura credo neppure tutte a livello cosciente. Ma non ne voglio parlare oggi: gli inizi si fanno, per quanto possibile, col sorriso negli occhi e il cuore sereno.

 

MERENDE

(Immagine tratta da www.giallozafferano.it)

(Immagine tratta da http://www.giallozafferano.it)

 

Ieri pioveva. Di brutto. Non una grossa novità, in effetti. Ma, ad onor del vero, nell’ultima settimana ci sono state anche giornate ragionevolmente estive, tali da poter intrattenere la Belva al di fuori delle mura domestiche. Ieri no, ma ad un certo punto, per motivi di sopravvivenza e quindi evitare di finire vicendevolmente sbranati prima di sera, decidiamo comunque di uscire ed andare a fare merenda fuori.

Il programma era una fetta di torta per uno e un té. Il programma viene rispettato, con l’aggiunta di un bicchiere di spremuta d’arancia, fino all’arrivo alla cassa. Lì la creatura nota nel bancone del self-service un piatto con due coloratissime bruschette al pomodoro, basilico (e aglio).

“Mamma!!! Io voglio queste!”

“Ma abbiamo già preso la torta e il succo d’arancia, poi è la merenda, non l’antipasto!”

“No, dai, ti pregoooo! Io mangio anche la torta, oggi ho tantissima fameee!”

Così anche le bruschette furono. Ovviamente una per uno, più fetta di torta al cioccolato, spremuta e té marocchino alla menta.

Mentre pagavo non riuscivo ad evitare di immaginare a cosa avrebbe pensato il cassiere, alla vista dell’abbinamento agghiacciante. Ma, evidentemente, io non posso ancora entrare davvero nell’ottica di queste latitudini. Pochi minuti dopo vedevo giusto una distinta signora seduta davanti al suo piattino di bruschette al pomodoro, basilico e aglio, accompagnate da una tazza di fumante cappuccino.

Sospiro di sollievo.

 

 

 

L’ESTATE

(Foto Carlotta G.)

(Foto Carlotta G.)

L’estate è Karpathos, una pista deserta in un aeroporto in mezzo al nulla, dove mai diresti che potrebbe davvero atterrare un aereo. In effetti l’unico posto turistico del globo dove l’unico aereo presente era il nostro, appena arrivato.

L’estate è  il (per fortuna, quasi) onnipresente Meltemi che spazza via nubi e pensieri e persino gli asciugamani dalle sdraio. In loco i mini-market si sono attrezzati con appositi mollettoni mai visti prima, per ridurre lo smarrimento di oggetti personali in spiaggia.

L’estate è il mare ovunque, di una bellezza e dai colori indescrivibili, probabilmente il più bello di tutta la Grecia che ho visto. Le spiagge impervie che ti devi guadagnare, salendo o scendendo sotto il sole accecante, anelando il Frappé alla prossima taverna. Il silenzio spezzato solo dal rumore del vento.

(Foto Carlotta G.)

(Foto Carlotta G.)

L’estate è il numero infinito di gatti che popolano l’isola, più o meno liberi e felici, ma anche un po’ denutriti ogni tanto, diventati immediatamente il chiodo fisso di mio figlio. Nessun’altra attrazione, gioco, intrattenimento è riuscito a superare la “caccia al micio greco”, ovunque e comunque.

(Foto Carlotta G.)

(Foto Carlotta G.)

L’estate è la Grecia, sempre e per sempre il luogo in cui davvero mi sento a casa, senza bisogno di niente altro, e dove ogni volta spero che la vita mi conceda di ritornare.

(Foto Carlotta G.)

(Foto Carlotta G.)

Tornati a nord, l’estate è il ciclamino che fiorisce sul balcone ad agosto. E non diciamo altro, perché ciò che deve rimanere nel nostro cuore è questo:

(Foto Carlotta G.)

(Foto Carlotta G.)