18 anni fa

Ricordo una spiaggia, nel mio mare greco, un pomeriggio di 18 anni fa. Una vacanza un po’ fuori stagione al termine di una strana estate, una delle più difficili che avessi vissuto. Il tentativo di rimettere insieme i pezzi, per ritornare me stessa e continuare a affrontare il lavoro, gli impegni, la vita.

Ricordo una notizia surreale, rispetto alla quale mi servì un discreto arco di tempo per capire cosa fosse successo davvero. Una notizia dopo la quale il mondo intero non sarebbe mai più stato lo stesso. Non è purtroppo un semplice modo di dire, ma un’assoluta e amara verità.

Dal mare greco sarei tornata di lì a pochi giorni, in un gelido anticipo di autunno del nord Italia. La mia ricostruzione sarebbe durata ancora mesi e anni, con fatiche, deviazioni, ricadute, resurrezioni inattese. La ricostruzione di ciascuno di noi dura, a volte, una vita intera. Quasi vent’anni dopo penso di aver capito che è nell’ordine naturale delle cose, non ci deve stupire di più di tanto e, anzi, possiamo la maggior parte delle volte considerarla una benedizione.

La ricostruzione del resto del mondo, da quel giorno, non sembra al momento avere avuto altrettanto successo. Anzi. La sensazione è che ombre sempre più oscure e minacciose incombano senza prospettive di schiarita. Non è necessariamente vero che sia proprio così. Quello che vediamo non sempre corrisponde a quello che è. Continuiamo a sperare.

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