“IL SILENZIO è COSA VIVA” – Venerdì del libro

Chandra Livia Candiani è prima di tutto una poetessa, fatto che traspare in modo evidente e indubitabile sin dalle prime righe di questo piccolo libro (piccolo solo per dimensione fisica, visto che il relativo contenuto ha qualcosa di immenso in sé). E’ indubbiamente un testo sulla meditazione, ma forse considerarlo “solo” questo potrebbe rischiare di essere (per il lettore) riduttivo.

Me lo sono letto appositamente con studiata calma, io che nella lettura tendo spesso ad essere parecchio veloce e a volte anche frettolosa, diluendolo nel corso delle settimane, poche pagine per volta, magari la sera prima di andare a dormire. E ogni tanto lo riapro a caso, solo per leggere qualche riga che, sicuramente, porterà consiglio.

Il silenzio è cosa viva” (sottotitolo: l’arte della meditazione) credo sia prima di tutto un libro sulla vita (e sulla morte: che sono poi la stessa cosa, due facce della stessa medaglia, ma cose che nel nostro mondo di oggi non si possono dire a voce alta senza provocare “scandalo”). E’ un libro sul silenzio, quindi sul suono e sullo spazio, quell’infinito imprescindibile dentro e fuori di noi, spesso così disatteso e bistrattato. E’ un libro sull’accoglienza di ciò che accade, sul quotidiano, sul nostro io. Insomma su tutti i temi che i saggi trattano. Naturalmente, dipende come lo fanno.

Questo è un modo sublime.

Gradualmente, col tempo, man mano che ci apriamo ad essere dove è il corpo e a sentire come stiamo in quel momento, il qui si dilata, diventa immenso, un luogo in cui la presenza dello spazio vuoto si estende fino a farci assaporare la spaziosità fondamentale in cui abitiamo, non solo la spaziosità della coscienza ma quella dell’universo stesso. E l’adesso non è più il contingente, il senso del presente si amplia nel sapore della pura, nuda presenza. Niente di straordinario, si avverte solo e gradualmente ciò che già esiste. Una volta, in un giardino con un gruppo di bambini, dissi: “Che bell’aria che c’è oggi!” e uno di loro, fissandomi scandalizzato: “Perché chiami aria il cielo?” Solo allora, guardandomi i piedi intimidita, mi accorsi che il cielo arriva fino a terra.”

Questo post partecipa al “Venerdì del libro” di Homemademamma.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...