COSE CHE NON CAPIRO’ MAI

pane

(Immagine tratta dal sito http://www.vandemoortele.com)

 

Un paio di giorni fa ero al supermercato per un giro veloce di approvvigionamenti di emergenza, nei dintorni dell’ora della pausa pranzo. E’ un momento che detesto, perché di solito sono parecchio affamata e rischio di comprare cose inutili spinta da impulsi dissennati, ma anche perché è una delle poche situazioni in cui si rischia di dover far coda pure alle casse self-service e i cassieri umani hanno l’unico picco di stress della giornata lavorativa.

Non era di questo, però, che volevo parlare. Ero alla cassa, in attesa del mio turno, e mi cade l’occhio nel cestino della cliente davanti a me: una busta di insalata, una confezione di feta greca, una barbabietola e un panino. Tralasciando la barbabietola (che, ahimé, proprio non sono mai riuscita ad apprezzare) nulla di strano, si dirà, non fosse per le condizioni del panino. Sfuso, pescato nel cesto del pane a libero servizio, e appoggiato con nonchalance alla rinfusa sopra il resto della merce acquistata: senza un sacchetto, senza un tovagliolo, così, nudo come il fornaio l’ha prodotto. Ad un certo punto è anche rotolato giù dalla confezione di insalata sopra cui la signora l’aveva appoggiato, e si è fatto un bel giretto sul nastro trasportatore. Per un attimo ho visto anche nel cassiere un istante di smarrimento, non sapendo bene come maneggiarlo.

Ho osservato qualche volta di troppo la proprietaria del panino, cercando nel suo aspetto un qualche indizio di cotanta noncuranza delle più elementari (secondo me) norme igieniche. Non ne ho trovato. Una signora sulla cinquantina, col cappotto, i capelli a caschetto che, dopo aver pagato, ha infilato la spesa in un sacchetto di plastica evidentemente ri-utilizzato (evviva il riciclo, eh!), sempre senza alcuna specifica attenzione al povero panino.

La Svizzera è un luogo pulitissimo, probabilmente il più pulito al mondo. Mai altrove mi è capitato di trovare condizioni di pulizia degli spazi pubblici (WC inclusi) che oserei definire maniacali. Forse è per questo che qualcuno osa entrare nei bagni a piedi scalzi, appoggiare cibo sulle panchine dei parchi, mettere serenamente in bocca ai propri figli bocconi sportivamente raccolti da terra e ciucci che si sono rotolati nel fango. O acquistare il pane al supermercato senza servirsi del sacchetti a disposizione e appoggiarlo ovunque capiti.

Ma, confesso, ciò va ben oltre la mia capacità di comprensione e temo che, pure restassi qui altri cent’anni, non mi abituerò mai.

 

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