I MIRACOLI DEL PASTO A SCUOLA

falfel

(Immagine tratta dal sito http://www.wealthrevolution.it)

 

Ho letto recentemente sulla stampa italiana del triste destino che sembra essere segnato per l’istituzione della mensa scolastica. In seguito a diverse pronunce giudiziali che ne hanno dichiarato la non obbligatorietà, pare che un numero sempre crescente di famiglie decida di ricorrere a soluzioni alternative per la fornitura del pranzo ai figli.

Uno di questi, sicuramente il più sbrigativo e, a mio parere, anche il più criticabile, è la fornitura del fantomatico panino da casa. Mi piacerebbe valutare, così a occhio, e facendo la famosa media del pollo, come vengono arricchiti questi fantastici panini, così da poter fare un mini-bilancio settimanale sulla qualità e varietà della dieta dei bambini.

Perché si sa, che ciò che preparano le mani di mamma è in assoluto il meglio che alle creature possa capitare, non è vero? Ne siamo da sempre fermamente convinti. E, sicuramente, cinque pasti a settimana formati da pane – rigorosamente bianco, mi raccomando – e da qualche tipo di carne conservata è certamente il meglio che si possa offrire (e non lo dico certo perché sono vegetariana e vegana, addirittura lo dico nonostante il pane con prosciutto e salame lo mangi anche mio figlio. Ma una volta ogni tanto, non certo tutti i santi giorni).

La cosa che, però, più mi sbigottisce di questo trend non è neppure il tema della dieta equilibrata dei bambini, quanto la questione strettamente educativa: la consapevolezza di quello che un bambino, a partire da pochi anni e andando avanti nel suo sviluppo, può imparare mangiando in mensa, insieme ai suoi compagni di scuola, quello che mangiano tutti gli altri. La frase classica della madre pro-lunchbox, che mi ha sempre procurato un’orticaria fulminante, è giusto la seguente: “Perché il mio/la mia non mangia niente…almeno gli preparo qualcosa che so che gli/le piace!

Un genio. Perfetto, vuol proprio dire aver capito tutto, e non avere la minima idea dei quasi-miracoli che trovarsi seduti insieme a propri simili, mangiando la stessa minestra, possono verificarsi sull’educazione all’adattamento e al gusto dei bambini, pur se molto piccoli. E lo dice una madre che non può certo dire di aver avuto, da questo come da altri vari punti di vista, “un bambino facile”. Ma ormai non conto più le volte in cui, a partire dall’asilo nido, fino ad oggi, a quasi sette anni, mi sia capitato che Lui abbia voluto (o dovuto ;-)) provare qualcosa che a casa si era sempre rifiutato di mangiare perché “l’hanno dato a scuola”.

Non entro neppure nel merito della questione qualitativa del cibo offerto dalle mense: sicuramente migliorabile (quasi) ovunque, in Italia come altrove, senz’altro, ma con il grande beneficio di far anche capire che nella vita non tutto è sempre scontato e perfetto come si vorrebbe, che capita anche di trovarsi nella situazione di mangiare ciò che non piace un granché e, dulcis in fundo, di provare qualcosa di nuovo perché si pensava che non piacesse o, semplicemente, perché quel piatto non fa parte della tradizione gastronomica di casa propria.

Ho avuto oggi l’ennesima riconferma della mia convinzione, su un palato, ripeto, non proprio facilissimo, ma sul quale negli anni è stato fatto un continuo (e obiettivamente faticoso…tanto faticoso) lavoro di educazione al “cosa si mangia”. Dopo un bel piatto di pasta con pesto di broccoli si è letteralmente avventato su una piccola porzione di falafel con salsina allo yogurt che stamattina avevo comprato al supermercato come rapido antipasto, più per me che per lui, non immaginando certo che avrei dovuto contendere le poche polpettine della confezione:

“Queste polpettine ogni tanto le danno anche a scuola” …

“Ah, bene, e ti piacciono?”

“Sì, un po’, però quello che mi piace di più è la salsina!”

Sono ancora in attesa del miracolo per le verdure cotte non frullate.

 

 

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3 pensieri su “I MIRACOLI DEL PASTO A SCUOLA

  1. sono pienamente d accordo con te, la penso uguale su tutto, ma penso che avendolo tu letto sulla stampa italiana, se è il caso crescente italiano, bè la maggior parte delle famiglie lo fa per la crisi , perchè spesso non possono permettersi la retta della mensa, la maggior parte se potesse permetterselo non credo rifiutino di far mangiare i propri figli con i loro amichetti le stesse cose senza farli sentire “strani”. lo dico come mamma ma anche da ex educatrice di scuola pubblica italiana, ne ho viste tante di situazioni come dici tu come scelta delle mamme ma la maggior parte è per questioni economiche

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    • Io mi auguro davvero che non sia per questo motivo, ma non mi pare che si parlasse di questioni connesse nello specifico ai costi della mensa, quanto più a problemi di rapporto qualità/prezzo. Anche in questo caso cmq credo bisognerebbe agire in altra direzione, e non “rinunciando” ad un diritto dei bambini.

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      • sono d accordo, certo che se fosse lo stato a pagare la mensa sarebbe meglio, ma si sa come funzionano le cose in italia . se le questioni sono come hai detto tu, che tipo le mamme fanno mangiare ai figli ciò che vogliono, vuol dire che c e ancora tanta ignoranza sull alimentazione specie dei bambini, d altronde noi siamo della generazione “o mangi sta minestra….” 🙂 non vuole mangiare oggi? la mangerà la prossima volta, oppure se vede gli amici sicuro imiterà.

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