FACCIAMO UN PO’ I TURISTI

appenzell

                     (Il centro storico di Appenzell – foto Carlotta G.)

 

Me lo ridico tutte le volte che ci capita di farlo: “la Svizzera è bellissima e merita di essere visitata”, città per città, lago per lago e montagna per montagna. Peccato che, pur vivendoci da ormai quattro anni, abbiamo fatto i turisti relativamente poco. I motivi sono diversi: la stagione propizia a livello meteorologico spesso non è lunghissima, la stanchezza – e la pigrizia – dei fine settimana, soprattutto nel periodo invernale, non sempre favoriscono la voglia di mettersi in viaggio, e i periodi pur frequenti di vacanza sono spesso dedicati a tappe in Italia o alla ricerca del mare. Da ultimo, i costi elevati della vita in Svizzera si ripercuotono chiaramente alle sulle attività turistiche, motivo per cui anche escursioni di una sola giornata, senza pernottamenti in albergo, possono alla lunga diventare impegnative.

Sabato scorso, complici previsioni meteo incoraggianti (anche se rivelatesi azzeccate solo al 50%) e un Marito con voglia di fuga, abbiamo deciso di dedicare una giornata fuori porta per visitare due destinazioni non troppo lontane da casa (un centinaio di chilometri scarsi da Zurigo) e sulla carta attraenti: la città di St. Gallen (San Gallo in lingua italiana) e il paesino di Appenzell (Appenzello) che dista dalla prima una quindicina di chilometri.

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(La primavera è alle porte – foto Carlotta G.)

St. Gallen è una città neppure piccola per gli standard svizzeri, non lontana dal confine austriaco, famosa per i suoi Olma-Bratwurst (i migliori della Svizzera, dicono), per i tessuti e, dal punto di vista turistico, per la spettacolare biblioteca benedettina che fa parte del complesso conventuale ove si trova anche la cattedrale cattolica, che è nota per avere una delle più importanti raccolte di libri di epoca medievale del mondo, al punto da far parte del patrimonio UNESCO. Si narra che Umberto Eco si fosse recato proprio  in questo sito per le ricerche precedenti alla stesura del suo “Il nome della rosa”.

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(St. Gallen – foto Carlotta G.)

Ma la vera scoperta del weekend, per quanto ci riguarda, è stato Appenzell: immerso nel verde abbagliante dei pascoli, e circondato da alte vette ormai non più innevate, è davvero un piccolo gioiello: noto in tutta la Svizzera per la produzione di birra e del suo formaggio tipico (l’Appenzeller) è composto da un nucleo che si snoda lungo il fiume e caratterizzato da un centro storico di case storiche dai colori pastello e finemente decorate. Oltre alle botteghe che vendono i prodotti tipici del territorio e souvenir, balzano all’occhio caffé, pasticcerie e cioccolaterie, nonché localini di tendenza abbastanza sorprendenti per un centro così piccolo e sperduto in mezzo ai monti, al punto da essere diventato “tristemente famoso” per essere l’ultimo cantone svizzero ad aver concesso, solo nel 1990 (!!!), il voto alle donne per intervento del Tribunale Federale. 

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(Caffé “di tendenza” ad Appenzell – foto Carlotta G.)

Al rientro, stanchi ma felicissimi, ci siamo ripromessi di non far passare più così tanto tempo tra un giro da turisti e l’altro!

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