FURIA CIECA

greenme

(Immagine tratta dal sito http://www.greenme.it)

 

Non so se capita, o è capitato, qualche volta anche a voi. E per voi intendo la categoria genitore (madre o padre, ma forse, per diretta esperienza, questi fenomeni capitano più frequentemente alle madri). Quando mi succede penso davvero di essere una madre pessima, ma non per modo di dire, e non per le reazioni istintive che difficilmente riesco a controllare in quei frangenti, quanto non non aver saputo gestire adeguatamente il “prima”. Cioè l’educazione del figlio seienne che, a più riprese e in contesti diversi, tende a dimostrarsi ribelle e ingestibile, almeno non con l’applicazione del comune buon senso.

Ieri mattina, ore 6.45, abbiamo rischiato il disastro, perché davvero, come si dice in gergo, “non ci ho visto più”. La scorsa settimana la Creatura si è presa una “bella” (ovviamente si fa per dire) faringite da streptococco: febbre da cavallo, dolori lancinanti e insopportabili a gola, testa, pancia e ovunque. Situazione poco simpatica, ma, grazie al cielo, facilmente risolvibile con qualche giorno di antibiotico. Ieri mattina al risveglio Lui ha fatto il diavolo a quattro perché non voleva prendere la medicina: “Mai, mai, mai più”.

Fosse stato come ai miei tempi, in cui ti massacravano di iniezioni gigantesche e dolorosissime, potrei pure capire, ma non sono disposta a farlo per mezzo bicchierino di sciroppo al gusto vaniglia. E vagli a spiegare che deve continuare la cura fino alla fine, come ha detto il dottore, se no si riammala di nuovo e sarà più difficile curarlo, come già diverse volte gli è stato ripetuto negli ultimi giorni.

A me non sembrano concetti difficili da capire, neppure per un bambino di sei anni e mezzo, ma pare che a volte nulla di ciò che gli si dice abbia un effetto sensato. Sono quindi arrivata a minacciarlo che, se si fosse riammalato, non l’avrei più riportato dal medico e non gli avrei dato più nessuna medicina per curarlo, perché non se lo sarebbe meritato. Gli ho brutalmente ribaltato addosso il fatto che esistono milioni di bambini nel mondo che sono malati e non hanno la possibilità di curarsi, e che ogni giorno rischiano di morire – e davvero muoiono – per mancanza di quelle medicine che lui vuole rifiutare per capriccio. 

L’ho fatto in malo modo, perdendo totalmente la calma, e la cosa non mi piace affatto. Alla fine l’antibiotico l’ha preso, ma continuo ad essere profondamente infastidita da questa assoluta mancanza di ragionevolezza che Lui spesso dimostra nelle cose più banali e scontate.Ho parlato alcune settimane fa del tema dell’austerity: temo non sia affatto sufficiente e che, forse, la vera cura è smettere di proteggerlo dalle brutture del mondo e fargli capire che esistono le guerre, la fame, le malattie incurabili, la disperazione e la morte. La brutale legge di questo mondo a cui, in ogni modo, neppure lui potrà sottrarsi, neppure a sei anni.

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