RICORRENZE

Che dire? Siamo ormai a Natale e neppure un post sul Natale. Zurigo è bella come sempre, splendente nel suo manto di luci. I suoi mercatini, i suoi negozi sfavillanti, i suoi alberi canterini: sempre lì si trovano, come granitiche certezze a sostenere quelle di un luogo in cui pare che nulla mai cambi (eh, no, pare, ma non è proprio vero…)

Sarà che di questi tempi le ombre non mancano e, spesso, davvero fatico a riconoscere il senso di tutto questo rincorrere una ricorrenza (perché, ahimé, il Natale ormai si rincorre, tra milioni di impegni, come se il mondo finisse poi il 23 dicembre) e trovarsi all’inizio del nuovo anno in quello che da queste parti chiamano “Januar Loch“, il “buco di gennaio”, quando dopo festeggiamenti, eventi, acquisti e chi più ne ha, il mondo si trovasse alle prese con una sorta di horror vacui con cui fare i conti.

Ultimamente, in tutta onestà, credo che un po’ di vuoto potrebbe fare solo bene, dato che rischiamo davvero di essere tutti travolti da bombardamenti di qualsiasi tipo, spesso, purtroppo, neppure così metaforici. Magari farò un ultimo giro stasera, prima che si spengano tutte le luci, perché la bellezza può salvare il mondo, se solo sapessimo tacere, vederla e ascoltare il silenzio.

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