AGENDE COMPLICATE

(Immagine tratta dal sito www. studiosalem.it)

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Per oggi pomeriggio avevo fatto un programma: rientrare a casa dopo la lezione di tedesco, pranzare con calma, magari finire l’arretrato di stiratura, e poi dedicare un po’ di tempo alla scrittura del mio ultimamente molto trascurato blog. Ormai, infatti, tra corsi e studio miei, lezioni di yoga da organizzare, preparare e tenere e figlio da gestire con annessi e connessi, il tempo si è davvero ridotto al minimo sindacale, con effetti consistenti anche sugli stimoli dei contenuti.

Ovviamente, nulla di tutto ciò è potuto avvenire. Non solo non ho finito di stirare i panni stesi, non ho neppure cominciato, ma dopo aver pranzato ho trascorso una quantità infinita di tempo a fungere da assistente personale per l’agenda di mio figlio seienne. In pochi giorni ci siamo, infatti, trovati a dover rivoluzionare le attività pomeridiane per una serie di circostanze esterne: la maestra che una volta alla settimana aveva iniziato ad insegnargli a leggere e scrivere in italiano non ha più disponibilità il mercoledì pomeriggio e abbiamo anche dovuto a malincuore rinunciare definitivamente al corso di nuoto del venerdì, a causa dell’ennesimo mal d’orecchie dopo piscina.

La conseguenza è che io, madre degli avanzati anni duemila, mi ritrovo a cercare affannosamente attività sportive alternative che possano naturalmente essere compatibili con l’agenda già esistente e, contemporaneamente, capire come continuare a garantirgli un apprendimento professionale della lingua madre senza eccessivo stress e sovraccarico di impegni.

Inevitabilmente torno a ripensare ai miei sei anni: andavo alla scuola elementare dalle ore 8.30 alle ore 12.30, rincasavo e pranzavo. Il pomeriggio era dedicato a un po’ di compiti (non ricordo nulla di eccessivo o opprimente) e al gioco, da sola, con mia cugina più piccola e, di tanto in tanto, con qualche amichetta.

Credo di essere cresciuta ugualmente, con un Q.I entro il range della normalità, e di essermi costruita, negli anni e con la crescita, parecchi interessi personali di cui vado oggi abbastanza orgogliosa e che costituiscono “il gusto” della mia routine quotidiana.

Come spesso accade, mi assale il dubbio che a questi figli stiamo in qualche modo “dando forse troppo”.

 

 

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4 pensieri su “AGENDE COMPLICATE

  1. Forse hai ragione. Ne ho parlato anche io a settembre o primi di ottobre sul blog ed infatti quest’anno ho ridimensionato di molto gli impegni del ricciolino. Comunque, per il nuoto, forse potreste continuare usando i tappi per le orecchie. Il da bambina soffrivo di otiti ricorrenti e potrei continuare a nuotare. Con il benestare della pediatra, solo mettendo i tappi. Da allora, ai più avuto otiti. Li uso ancora!

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  2. O mamma, che cavolo i commento e’ uscito? comunque il senso penso sia chiaro: senti il pediatra e prova con i tappi nelle orecchie. A volte bastano quelli per poter continuare a nuotare senza otiti!

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  3. l’organizzazione delle agende è disastrosa anche a casa nostra. e la ragazza che ogni tanto mi aiuta come baby sitter (ha 20 anni e il cervello in teoria più elastico del mio), quando cerco di spiegare tutti gli incastri, mi guarda sconcertata, per cui nelle giornate più complesse evito di lasciarle entrambi i figli nel timore che dimentichi qualche pezzo in giro.

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