OFF TOPIC

Non c’entra nulla col tema di questo blog, a meno di volerlo ricomprendere nella super-generale categoria “Esistenza”.

Ci pensavo recentemente, dopo aver visto una puntata de “La grande storia” di Rai Tre, dedicata a ricordare alcuni orrori del nazismo durante seconda guerra mondiale. Avevo finito di guardare la trasmissione alle undici di un venerdì sera, con un insopprimibile senso di nausea e lo spiacevole dubbio che la nottata non sarebbe stata così tanto serena, ma contemporaneamente con una imperativa sicurezza che proveniva da qualche parte dentro la mia testa:Questa roba dovrebbe essere obbligatoriamente vista da qualunque essere umano sulla faccia della terra” (sottotitolo: in una giornata in cui creda di poter ragionevolmente sopravvivere all’esperienza e ad esclusione dei minori di 18 anni, perché, in tutta onestà, sono cose abbastanza forti).

Non ne ho scritto subito, anche se la tentazione era davvero consistente, proprio per lo scrupolo di non voler ammorbare al prossimo un sudato fine settimana. Poi sono arrivate “le solite belle notizie“: di nuovo la Francia, Orlando, gli hooligans del calcio, i morti in mare. Diversi livelli di tragedia, idiozia, pochezza, miseria, cattiveria, follia, orrore. Ed ecco che il pensiero di quel venerdì 3 giugno 2016 è tornato prepotentemente alla ribalta: dovremmo aver paura oggi così come l’essere umano ha avuto occasione di averne in tutti i tempi della sua storia. Chi dice che “certe cose prima non capitavano” mente sapendo di mentire (oppure è profondamente ignorante, o si è perso qualche dettaglio strada facendo). Sicuramente la seconda guerra mondiale è stata quello che è stata, ma non è che prima e poi fossero sempre state rose e fiori (il terrorismo, gli anni di piombo, gli attentati dell’IRA…dove li mettiamo?) Senza parlare, poi, dei bambini sciolti nell’acido e di tante altre storie che conosciamo (o dovemmo conoscere) parecchio bene.

Ovviamente non è una giustificazione, niente può esserlo mai, ma ricordare alcuni fatti disgraziati della storia dell’umanità credo possa aiutare a rimettere le cose in una certa prospettiva che noi, ormai, assuefatti dal benessere e da un malinteso senso di onnipotenza, rischiamo di perdere di vista.

Fatevi coraggio e guardatelo.

 

 

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