GRAND TOUR

Le due Torri di Bologna (Foto Carlotta G.)

Le due Torri di Bologna (Foto Carlotta G.)

E’ stato una specie di “Grand Tour” il nostro weekend lungo dell’Ascensione, in occasione della quale in Svizzera è festa. Volevamo sfruttare il ponte di quattro giorni interi per andare a salutare degli amici (con nuova piccola arrivata da festeggiare) a Perugia, facendo una tappa dalla nonna a Bologna dove la Creatura sarebbe stata mollata, così da poter rimanere qualche ora in più a farsi viziare indecentemente 😉

Alla fine, più che un itinerario simil-turistico, è stato un vero tour del force. Tappe: Zurigo – Bologna; Bologna – Perugia; Perugia – Bologna; Bologna – Milano; Milano Zurigo. Tutto in poco più di tre giorni, avendo dovuto anche ritardare la partenza ed anticipare il rientro all’alba di domenica, per evitare la decina di chilometri di coda prima del “buco maledetto” (così ormai ho affettuosamente soprannominato il tunnel del S. Gottardo, il vero tappo tra il nord e il sud dell’Europa).

A Bologna, in verità, io e il Marito abbiamo trascorso praticamente una mezza giornata, in stato di sostanziale incoscienza dopo esserci svegliati prima delle cinque e aver passato sette ore in auto. Ciò nonostante le Torri erano un obbligo imprescindibile, ragion per cui, parzialmente rifocillati da un favoloso gelato artigianale italiano e caricati da una splendida giornata di sole, abbiamo adempiuto ai nostri doveri genitoriali e, davvero gettando il cuore oltre l’ostacolo, siamo saliti sulla Torre degli Asinelli (l’unica visitabile internamente) mettendo un piede dopo l’altro lungo tutti i suoi 498 gradini che, posso assicurare, sono davvero tanti, ma tanti!

Il piccolo di casa, estasiato, si arrampicava con l’agilità di un felino su per gli scalini di legno pluri-centenari, per i quali non avrei scommesso granché dal punto di vista della sicurezza. E, mentre io rischiavo un paio di volte l’infarto (tra fatica, vertigini, e timore che Lui mi precipitasse nel vuoto), l’arrampicatore nato è arrivano in cima senza neppure una goccia di sudore che gli scendesse dalla fronte. Come al solito: beata gioventù 😉

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