L’APARTHEID DEI COMPLEANNI

Divieto accesso non addetti

Bisogna ormai dirlo: i bambini, quasi sin dai primi anni di vita, hanno una vita sociale mediamente invidiabile. Sicuramente più della mia.

A partire dai quattro/cinque anni, quando non prima, inizia l’intensa stagione delle feste di compleanno, abitualmente in concomitanza dell’anno scolastico. A chi, come a mio figlio, è capitato di nascere in piena estate tocca il considerevole sforzo organizzativo di anticipare o posticipare i festeggiamenti rispetto alla zona vacanze che rischia di essere off-limits rispetto a qualsiasi invito.

Nonostante per i genitori l’attività di accompagnamento alle festicciole varie rischi a tratti di essere una solenne rottura di scatole (e qui si distinguono i due schieramenti: quello di coloro che stigmatizzano fino alla morte i compleanni del sabato e domenica, e quello di coloro che in ogni modo li ritengono meno peggio rispetto agli incastri della settimana), io devo dire che mi fanno grande tenerezza. I bambini, non i compleanni, che per un giorno sembrano i re dell’universo rispetto al quale tutto passa in secondo piano, in spasmodica attesa di spacchettare quei regalini anelati per settimane, di un pomeriggio delirante in cui quasi tutto è permesso e loro si divertono davvero in modo commovente. Mi fanno un po’ tenerezza, pur se mista a profondo disgusto, anche quando sputano tutti inevitabilmente sulla torta in attesa di spegnere le candeline: anzi, dovrei dire che mi fa tenerezza la dimostrazione vivente che un sistema immunitario esiste ed è, abitualmente, molto efficiente, altrimenti non si spiegherebbero sopravvissuti.

Quello che, al contrario, non mi fa tenerezza per nulla, ma a cui temo dovrò sempre più abituarmi, è il trend che si manifesta sempre più man mano che le creature crescono, per cui i maschi invitano alla loro festa solo i maschi e le femmine solo le femmine. Onestamente, dopo averli visti per diversi anni giocare insieme a qualsiasi gioco, rispetto al quale non esisteva nessuna etichetta precostituita, la cosa mi procura una discreta tristezza, non riuscendo a comprendere fino in fondo le ragioni di tale segregazione. Capisco altrettanto perfettamente che temo di dovermici sempre più abituare.

 

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3 pensieri su “L’APARTHEID DEI COMPLEANNI

  1. sono da anni nel tour dei compleanni. e sinceramente non ne posso più. e ancor di più detesto i compleanni organizzati di sabato o domenica o quelli in cui proprio non puoi mollare il pargolo. il pettegolezzo fra mamme è in agguato. per quanto riguarda la divisione maschi femmine dipende dal singolo bambino. la mia piccola, prossima ai 6 anni, non ha preferenze e noto che anche i maschietti la cercano. il grande ha sempre glissato il genere femminile e appena ha potuto ha imposto la sua volontà. compleanno di soli maschi. che dire. cambierà idea. e abbastanza presto, suppongo…

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  2. Io trovo i compleanni durante la settimana davvero un problema organizzativo…io lavoro, devo prendere un pomeriggio libero per portare il bambino alla festa?Per fortuna dai compleanni dei 4 anni il treno è che si possono lasciare i bambini e andarsene per 2-3 ore, che non è male. Per la divisione maschi femmine fino ad ora mio figlio di 5 anni ama la compagnia di entrambi sia delle bambine che dei bambini(e al suo compleanno erano metà e metà ) e così per fortuna la maggior parte dei suoi amici e delle relative feste, vedremo quanto dura!

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  3. Io per ora preferisco i compleanni del weekend, se sono di bimbi con genitori con cui si può chiaccherare, altrimenti quelli in settimana, così ho la scusa per non andarci e portare il pargolo (e se invece lui vorrebbe, dovrà pensarci il nonno/a).
    Fino ad ora questa segregazione sessuale non l’ho ancora vista, perchè il ricciolino ha solo quattro anni…chissà in futuro! Come te, non ne vedo il motivo e se ripenso ai miei compleanni, di maschi ce ne sono sempre stati, forse perchè mi è più facile andare d’accordo con loro che con le donne.

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