GENNAIO

Out of order“, oppure, ugualmente, “Kaputt“, potrei avere scritto in questi giorni su un bel cartellino ad ornarmi la fronte. Ho il cervello fuori uso, i neuroni non rispondono ai comandi.

Per esperienza ci sono numerosi fattori che mi producono lo spiacevole risultato: in primis, gli ormoni da cui, ahinoi, faccio una certa fatica a prescindere. Poi la stanchezza, da troppi pensieri e/o da troppe cose da fare, le notti in bianco e il figlio malato. Mi sarei fermata qui con l’elenco, non fosse che, all’improvviso, mi sono ricordata di un post scritto circa un anno fa e sono andata a rileggermelo. D’accordo, la situazione era decisamente diversa: neppure molti mesi dopo un espatrio, un bambino in ospedale in un paese straniero, un intervento chirurgico da poco alle spalle con l’inevitabile stress che ne deriva. Però: c’è il grigio (anche se, ora, decisamente non “il caldo”), il buio, la sensazione di essere un po’ “prigioniera” tra le mura domestiche, il torpore “da bolla sottovuoto”, la voglia istintiva di luce e di sole.

C’è un altro fattore, inevitabile quanto gli ormoni e altrettanto fastidioso: lo chiamo fattore “I”, dove la “I” sta per inverno ed è inutile ricordare che io e lui siamo, purtroppo, parecchio incompatibili. A me si congela pure la materia grigia e, con grande evidenza, non sono geneticamente programmata per queste latitudini. E’ chiaro che ho un discreto problema.


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2 pensieri su “GENNAIO

  1. Ci vuole tempo per ambientarsi ai nuovi climi e credimi io vengo da Roma! E a Roma in inverno non fa decisamente molto freddo eppure io giravo con le calze sotto i pantaloni, doppi calzini, doppio maglione, guanti e cappello. Ci sono voluti 6 anni ma ora l’inverno qui non mi spaventa più. Perlomeno non mi spaventa il freddo. Per quello un po il mio corpo si è abituato, un po ho capito quali fossero i capi di abbigliamento veramente utili e caldi da acquistare. In questo giorni sono uscita spesso in gonna(il trucco sono le calze di lana e gli stivali con il pelo dentro, è un piumino fino a metà gamba!).La neve ora che ci sono i bambini è decisamente una cosa positiva. E la preferisco alla pioggia e all’umidità dell’inverno romano. L’unica cosa che tutt’ora non digerisco sono le giornate grigie, senza uno spiraglio di sole, quando superano il numero di 5 consecutive!

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    • Concordo con te: non è tanto (o almeno non solo) il freddo il problema. Io a Milano lo soffrivo pure di più, l’umidità terribile rende anche temperature relativamente più miti un supplizio, mentre qui se ben coperti si sopporta benino. Il problema vero è il grigio e la mancanza di sole…in alcuni momenti dell’inverno pieno è davvero dura!

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