NUOVI MANTRA

No, non è un post sullo yoga (purtroppo). Nell’arco di pochi giorni, giusto per iniziare l’anno nuovo in bellezza, mi si sono rotte, nell’ordine, la lavastoviglie e l’asciugatrice e, nella notte di venerdì scorso, una bufera di vento modello tsunami ha spezzato senza pietà un pezzo della struttura della tenda da sole di un balcone.

Guasti domestici significano, automaticamente, tante ottime occasioni per fare pratica di lingua straniera, appuntamenti da prendere e cosucce così. O, almeno, dovrebbero. Alla seconda telefonata in cui non riesco a decifrare lontanamente nemmeno una parola dell’interlocutore mi sorge un sospetto. E alla terza, più o meno sparando nel mucchio delle probabilità, inizio a domandare: “Können Sie hoch Deutsch sprechen, bitte? Ich habe nicht verstanden…(*)” Ora, sicuramente non ho risolto tutti i miei problemi: capisco comunque poco, per lo più intuisco e abbozzo, soprattutto al telefono, ma almeno da ZERO parole intese in una frase siamo a tre/quattro, sovente ciò che basta ad avere un’idea del contenuto e a provare ad inventarsi una risposta più o meno sensata.

Andata bene al primo tentativo, ripropongo pari pari al secondo, al terzo, al quarto. Alla tipa che chiama per fissare l’appuntamento di consegna, al ragazzo della portineria che deve venire a vedere i danni sul balcone. Ai (tre) operai che vengono a fare le riparazioni del caso. E io mi domando e dico: “Ma per la miseria: capirai che sono straniera, no? Che non capisco una beneamata m…..di quello che stai dicendo?! Che, già solo in tedesco, faccio una fatica della madonna a mettere insieme una frase da bambino di tre anni appena compiuti?!” Che la vostra “lingua” è per me solo un ammasso di suoni gutturali indistinti e che, forse, l’arabo sarebbe quasi meglio interpretabile???!!!” E allora, perché vi ostinate a parlare con me il vostro dannato dialetto, tanto che, prima o poi, io (come le altre migliaia di persone non svizzere che vivono in questa città) debba essere comunque obbligata a domandarvi di parlare in un altro idioma?

Qui dovrebbe partire il polpettone cultural-filosofico sull’orgoglio nazionale (ehm, cantonale, ché, qualche chilometro più in là, il dialetto è ancora differente…), sul loro fastidio atavico di essere costretti a parlare una lingua straniera (il tedesco di Germania, ndr) che detestano per le solite ragioni campanilistiche e perché “tutto il mondo è paese”. Quindi mi risparmio proprio la fatica e inauguro beatamente il 2015 con il nuovo mantra-linguistico buono per tutte le occasioni: “Können Sie hoch Deutsch sprechen, bitte?”

 

(*) “Può parlare tedesco, per favore? Non ho capito”


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2 pensieri su “NUOVI MANTRA

  1. Carlotta, da pochi giorni a Zurigo ho avuto modo anch’io di udire il soave suono di questo famoso dialetto e si conferma orribile come mi avevano accennato…sopravviveremo…forse.

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