UOMINI E DONNE

Se ne parlava fuori da scuola (quella dei figli) qualche giorno fa: di mamme e donne in carriera, che lasciano i bambini coi papà e lavorano tanto, tantissimo. A volte anche in un altro Paese lontano, e tornano a casa ogni tanto; sembrano quasi sparite del tutto, tanto che scatta quasi inevitabile il pettegolezzo “Ma se n’è andata?!” seguito immediatamente a ruota da “E i bambini?!

Qualcuna giustamente osserva che, da mondo è mondo, è pieno di uomini-padri che fanno la stessa cosa: accettano un lavoro importante, l’offerta “imperdibile” della vita, e se ne vanno a lavorare altrove, anche lasciando la famiglia dov’è per mesi o anni, fino a che si trovano nuovi equilibri, nuove sistemazioni e, magari, di nuovo una casa in comune. Chissà perché se a farlo è una madre fa strano, stranissimo. Se, invece, è un padre, nulla di che, tutto normale alla fine.

Sono secoli e millenni di storia e cultura dell’umanità (almeno di questa parte dell’umanità) e che, al di là di ogni altra considerazione, a mio umilissimo parere sono riassunti in modo mirabile e dannatamente spassoso in una commedia che ogni coppia della terra dovrebbe aver visto almeno una volta, per avere qualche chance di non divorziare. Se non la conoscete e vi capita, lo dico col cuore, ne vale la pena.

Poi, per carità, si potrebbe anche dire altro, tipo che gli uomini sono bravissimi se vogliono a fare i papà, e nessuno ne discute. Ma può sorgere il ragionevole dubbio che nel pacchetto all-inclusive della genitorialità maschile, oltre alle partite di pallone, i giochi di lotta libera, e le regole inflessibili sui massimi sistemi dell’esistenza (;-)), sia compreso anche tutto quanto richiede la gestione ordinaria di nanetti sotto il metro e mezzo. E non sono solo paranoie di madri italiche iperprotettive e ipercritiche verso i poveri mariti incompresi e tartassati.

Interno giorno, venerdì pomeriggio, corso settimanale di nuoto di creature sui quattro-cinque anni. Madre (tedesca) rientrata testé da trasferta di lavoro, borsa della piscina preparata dal padre della creatura, padre accudente per lo più, quello che di solito “è lui” a stare coi figli. Lei si avvicina, un po’ allarmata e very disappointed: “Mi aveva detto che aveva preso tutto….c’è solo il costume e l’asciugamano! Nessun vestito di ricambio, niente mutande pulite, niente shampoo….Gliel’ho fatto presente e lui ha risposto che il sapone c’è anche in piscina. Ma secondo voi io dovrei lavarle i capelli col sapone lavamani?!?!”

Ok, è sicuramente vero che gli uomini non sono tutti str…., ma lo è altrettanto che siano molto “diversi”.

 

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2 pensieri su “UOMINI E DONNE

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