2×1

Ricordo uno dei miei ultimi giorni di lavoro in Italia, persa nei giri di saluti a colleghi ultra-decennali. Domandai ad una di loro, laureata in tedesco: “Ma si può fare?! Risposta: “Sì, ma è challenging. Credo che mai definizione fu più azzeccata. Continuo a provarci, con un certo impegno, determinazione e ottimismo; diciamo, almeno, che cerco di non farmi cogliere quotidianamente dalla disperazione ;-).

Qualche settimana fa ero di ritorno dalla lezione mattutina e cercavo di non disperdere in un batter d’occhio quel poco che mi era rimasto in testa. Dovevo fare una telefonata al medico, ma non sarei riuscita, con le poche nozioni che padroneggio, a sostenere la conversazione. Così decisi di passare al più “familiare” inglese: con risultati ugualmente imbarazzanti, perché, dopo ore trascorse immerse nella lingua teutonica, era come se tutto il resto del software linguistico mi si fosse improvvisamente cancellato.

Ogni tanto mi pare di essere dislessica pure nella lingua madre. E mi dico che sto facendo, davvero, un grandissimo affare: una lingua (forse, e chissà quando) al prezzo di due!!!

 

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