DOVE SONO I NONNI?

Zurigo si è decisamente spopolata in queste settimane; nelle uscite col Patato (quelle consentite da questa non-estate dall’acquazzone sempre dietro la nuvola) ho notato che anche questa, pur essendo una località turistica, si svuota molto nel periodo che va da metà luglio a metà agosto, mese di chiusura delle scuole svizzere. Non c’è un sistema di chiusura totale per ferie, come quelle che si vivono in Italia (o meglio, si vivevano fino a qualche anno fa), ma diciamo che la vita procede a mezzo servizio.

Riflettevo anche su un’altra cosa, che aveva in realtà già attirato la mia attenzione da tempo, nell’osservare usi e costumi del luogo: la mancanza, quasi totale, dei nonni. Si sa, d’altra parte, che la consuetudine di affidare i bambini ai nonni nei periodi di assenza dei genitori, per lavoro o altri impegni, è fatto tipicamente italiano e poco riproducibile oltre frontiera nella moderna Europa. Qui per lo meno ne ho avuto la conferma. Potrei contare sulle dita delle mani le volte che mi capita di vedere nonni e nipotini in giro insieme, al parco o in una qualsiasi attività quotidiana. I bambini piccoli stanno con le mamme, coi papà, o al più con le baby sitter, quando non sono al nido o a scuola. Ci ripensavo in questi giorni proprio perché, in contrasto con il trend abituale, mi è capitato di vedere qualche nonna con creatura al seguito, sulle altalene o alle prese coi giochi degli spazi aperti.

Non so se questo sia un bene o un male, se una ricchezza persa o un peso in meno per le persone ormai di una certa età che si godono la propria meritata libertà, dopo decenni di lavoro familiare e non, senza l’obbligo assillante di dover sopperire alle mancanze di un sistema che non offre adeguate alternative. Personalmente non sono molto favorevole all’impegno full time dei nonni nella cura dei nipoti, per una serie di ragioni, come già avevo avuto occasione di dire qui, pur essendo pienamente consapevole che, a volte, non esistono altre valide opzioni nel quadro dell’organizzazione familiare.

E’ possibile che anche qui, in queste settimane di vacanza, ci siano delle esigenze da colmare, con  scuole e asili chiusi e i genitori che magari non possono avere tutto il periodo di ferie. Devo, però, dire che questi vecchietti svizzeri non mi sembrano mediamente molto in forma, spesso li vedo fisicamente in difficoltà, non proprio in condizioni ideali per inseguire piccole pesti dodici ore al giorno. Ieri al parco c’era vicino a me una nonna con una bimba di pochi mesi che, nello spostamento dal passeggino all’altalena, temevo di dover raccogliere al volo per evitare una rovinosa caduta di entrambe. Forse anche qui si tratta di fare di necessità virtù e i nonni non fanno i nonni perché non ce la fanno. Chissà.

 

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Un pensiero su “DOVE SONO I NONNI?

  1. Secondo me, è una perdita per bimbi e anziani, non stare insieme.
    Certo, questo non vuole dire, a mio parere, che sia giusto pesare sui nonni al 100%, anche se solo per pochi giorni, visto che non è un loro obbligo nè è fisicamente facile.
    Un contatto frequente ed a piccole dosi, però, giova ad entrambi, per quel che ho potuto vedere con il nano e i miei suoceri e mia madre.

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