SPECCHI

Per un po’ ho avuto bisogno di una pausa dalla routine e dalle incombenze del vivere di tutti i giorni, anche da quelle a cui non rinuncerei mai. Un po’ ho faticato, a tratti, ad entrare in “clima vacanza”, a sgomberare la testa da pensieri e qualche paranoia di troppo; strano per me, soprattutto essendo Lì, dove di solito impiego qualche frazione di secondo a lasciarmi tutto il resto alle spalle.

Sarà la vecchiaia, e la cosa non mi piace.
Sarà che molti pensieri riguardavano mio figlio, la sua vita e il suo futuro, e la cosa mi piace ancora meno.
Credo che le preoccupazioni genitoriali, materne ancor di più, rischino di diventare una pesante zavorra, una condanna addirittura, nel peggiore dei casi, nella vita di queste creature. Che avrebbero tutto il diritto di crescere libere da giudizi, pregiudizi e paure, pessimismi e incubi notturni, anche quando animati dalle migliori intenzioni. Anche e soprattutto per un motivo estremamente pragmatico, in assoluto swiss-style: non servono a nulla, se non a crear danno e quello strano fenomeno di profezia che si auto avvera.
Eppure ogni tanto ci cado, con mio sommo disappunto e auto-indignazione. E dove non arriva la miUmaa consapevolezza quella del Marito non manca di manifestarsi puntualmente.
E’ che, da un po’ di tempo, vedo troppi specchi intorno a me, che riflettono qualcosa che non mi piace e ancor meno vorrei ricordare.Una creaturina apparentemente indifesa, minuscola per i suoi anni, fragile, ma accompagnata all’opposto da una volontà sproporzionata, tenace fino alla morte, feroce come una belva della savana. Uno scricciolo con la testa di un leone.

Una buona parte di mie le fragilità, meno la testardaggine ad oltranza e quello spirito contestatore ad ogni costo che non mi appartiene se non per reazione ad eventi avversi, tra l’altro manifestatesi in età ampiamente più matura. Spirito ribelle e solitario, non fosse per un intimo e immenso bisogno di compagnia. E molto di quanto vedo nel suo fisico, una certa tendenza a certi malanni, quelli che son stati miei da una vita per lo più, una pelle quasi trasparente e ultra sensibile a qualsiasi insulto esterno, una struttura ossea sottile che spesso pare contrastare con il moto perpetuo della sua vita da sveglio.
Son cose con cui dovrei fare conti che non ho affatto voglia di fare, ma si sa che, per lo più, funziona così.

Ero in vacanza, però, e laggiù c’era l’orizzonte. Ero lì, e questo tutto sommato contava ancora qualcosa.

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