IL MIO PAPA’

Mio figlio si è riappropriato dei “suoi” spazi. Immediatamente e senza esitazioni.

Pelché hai spostato questo mamma?!

Perché, almeno per pochi giorni, ho tentato di dare un aspetto minimamente decente a un soggiorno ridotto peggio di un campo di battaglia. Niente gli sfugge, posizioni di giochi mossi di qualche centimetro e subito individuati con evidente disappunto. Il mio libro istantaneamente sfrattato dal tavolino (che, tra parentesi, a quello avrebbe dovuto servire, prima di essere irrimediabilmente infestato di mattoncini lego e amenità varie).

A Parigi abbiamo gli comprato una scatolina di metallo, tutta colorata, perché potesse utilizzarla per riporre i suoi piccoli giochi, le matite colorate, tutto quanto tende a sparpagliarsi ovunque. Quando ha aperto il pacchetto il papà non c’era, per un paio di giorni è stato al lavoro fino a tardi la sera. Ieri mentre cenavamo Lui all’improvviso dice:

Dopo questi li metto nella scatolina che il mio papà mi ha poltato da Paligi!

Guarda che la scatolina te l’hanno presa mamma e papà insieme, a Parigi”

No! Il mio papà!

E pazienza se la benedetta scatolina, in realtà, l’abbia di fatto scelta e voluta proprio la mamma. Son soddisfazioni.

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2 pensieri su “IL MIO PAPA’

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