FLESSIBILITA’

Mio figlio è partito, noi siamo partiti e ritornati nel solito weekend-maratona. Lui si gode il mare coi nonni (per ora solo i nonni, in verità, causa avverse condizioni meteo sulla penisola). Tutto secondo copione, più o meno insomma.

Nel caos pre-partenza i genitori snaturati hanno, infatti, dimenticato di caricare in auto lo zainetto con la selezione dei suoi pupazzi preferiti, quelli che, oltre a rappresentare la sua famiglia parallela ed essere tormentati ricercati senza tregua durante tutte le ore di veglia, sono i suoi inseparabili compagni di nanna notturna, sistemati ogni sera, con meticoloso rigore, sul cuscino, tutti intorno alla sua testa. Quelli che mai e poi mai devono essere persi di vista durante gli spostamenti, ma tenuti a debita vicinanza di sicurezza a non più di dieci centimetri dal seggiolino della vettura.

A volte, però, la vita scompiglia le carte e capita che Lui sia talmente stanco da addormentarsi non più di cinque minuti dopo essere usciti dal garage, che non abbia neppure avuto il tempo di pensare a cercare i suoi tesori. Che la madre snaturata sia, come sempre, stesa dagli odiosi preparativi e dalla marea inspiegabile di bagagli, che non veda l’ora di mettere piede nel letto di destinazione, nonostante l’ipotesi della prevista sauna notturna, e che a tutto pensi tranne allo zainetto, se non una volta superata addirittura la frontiera.

La fortuna ha voluto che lui fosse così provato dalla settimana e dal caldo da non svegliarsi neppure una volta scaricato dalla macchina, caricato in ascensore e nuovamente scaricato nel letto. Che abbia dormito tutta la notte senza interruzioni di sorta, salvo poi recuperare con una precoce sveglia mattutina alle 5.45. Da parte dei genitori snaturati il panico assoluto: “E adesso che si fa?!” “Proprio questa volta dovevamo dimenticarci dei pupazzi??? Con la prospettiva di ben due settimane di separazione da casa, mamma e papà, e senza neppure il conforto degli amici?!”

“Va beh, ne compreremo uno nuovo domani. Sai che tragedia, però, appena si sveglia e non li trova nel letto….”; “Ma non abbiamo a casa qualcosa che possa andare bene?”

Alla fine la madre snaturata apre l’armadio della cameretta, con una flebile speranza sorretta da un vecchio ricordo. Un elefantino nuovo di zecca, regalato subito dopo la nascita e mai utilizzato, tanto era l’affollamento di quelli già in pista. Speriamo!”

Ed elefantino fu, portato da una fatina buona durante la notte, ché purtroppo gli altri amici sono stati dimenticati a Zurigo e non potranno andare al mare col Patato. Cinque minuti di lacrimeNo, io li voglio adessoooooo!!!!“, “Tolniamo subito a Zuligo a plendelliiii!”, e poi, per una volta, la flessibilità del treenne ha avuto la meglio su tutto e l’inseparabile nuovo amico (Pippo, e non Lillo come l’amico della Pimpa, “Pelché mica tutti gli elefanti si chiamano Lillo...”) che ora mangia, dorme, gioca ed esce con lui comunque e dovunque, è partito per le spiagge.

“Ma quando litolno a casa e litlovo gli amici la fatina me lo viene a poltale via?!”


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