GUINZAGLIO

Tra pochi giorni il Patato prenderà direzione sud, verso il mare, “bigiando” qualche giorno di scuola (che qui finirà tra un mesetto) per andarsene al mare coi nonni. Eravamo un po’ dubbiosi sul da farsi, ma alla fine ci siamo detti che queste cose si possono ancora fare quando non hai ancora quattro anni, dopo magari no, e che, quindi, è cosa buona e giusta approfittare delle occasioni di vacanza marittima per un bimbo che, secondo autorevoli pareri, al mare sarebbe bene ci vivesse, per beneficio della sua salute.

Saranno vacanze non solo per lui, ma anche probabilmente le sole “vere” per mamma e papà lasciati, a nord delle Alpi, a godere di una beata quanto surreale e silenziosa solitudine. Che ci vorrebbe, ogni tanto, e anche con frequenza auspicabilmente maggiore rispetto agli standard miserrimi inesistenti degli ultimi tempi.

Io ho qualche preoccupazione, però. Non solo per la tenuta psicofisica nonnesca sulla lunga distanza, che l’età un po’ si fa sentire, ma anche e soprattutto per la inattesa e non auspicabile propensione che mio figlio sta dimostrando verso la fuga in solitaria. Qualcuno, in occasione di questo recente post, mi aveva simpaticamente suggerito un bel guinzaglio in vista delle attività estive, e temo non avesse affatto sbagliato.

Nell’ultimo weekend lungo zurighese (ieri qui era festa per il lunedì di Pentecoste) abbiamo approfittato delle giornate finalmente estive per un po’ di (presunto) relax al lago e in piscina. In verità l’unico a godersi davvero le giornate tra bagni e corse nei prati con amichetti di varie età è stato, manco a dirlo, solo Lui che, ogni tanto, ad libitum, decideva di sfuggire alla vista genitoriale per andarsene a fare qualche giretto in autonomia. Idea che, nel delirio delle migliaia di persone richiamate dal triduo: sole, bagno, grigliata, poteva sortire effetti ben poco piacevoli se non drammatici. E a nulla sembrano essere valsi gli avvertimenti e i rimproveri: “non ti devi MAI allontanare da solo, devi restare dove mamma e papà possono vederti”, ecc., visto che ieri sera, per chiudere la giornata in bellezza, dopo l’ennesima mini-fuga, i cinque minuti di panico/10 anni di vita persi, ecc. all’ennesima lavata di capo del padre non ha trovato di meglio che rispondere: “Ma io lo so dove sei tu! Io non mi peldo!!!”

Non oso immaginare cosa potrebbe capitare lungo i chilometri e chilometri di spiagge romagnole, con tre mediamente settantenni al seguito. Mi sa che urge il braccialetto elettronico, o Google Maps installato nel costume da bagno 😦

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