NON SEI PIÙ ABITUATA

Il cielo lombardo è plumbeo, dovrebbe nevicare, dicono.
A Zurigo splende il sole. 
Io sto sempre dalla parte sbagliata della frontiera, anche senza considerare l’aria irrespirabile che ha invaso casa stamattina non appena ho aperto le finestre (con buona pace dell’ottavo piano).
A volte per andare avanti è necessario tornare un po’ indietro.
La scorsa settimana programmavo la mia partenza per l’Italia. Per una serie di motivi avevo deciso che sarei partita da sola, in treno. Dico al Marito:
Prendo il treno delle tre del pomeriggio, così per cena sono a casa”
“Non voglio che viaggi da sola la sera tardi
“??? Va bene il fuso orario svizzero, ma arrivare a Milano alle 7 di sera non mi pare sia “sera tardi”….”
“Devi prendere la metropolitana e non sei mica a Zurigo, adesso non sei più abituata e stai attenta agli scippatori!”
“Mi pare che tu stia leggermente esagerando, ho passato più di dieci anni della mia vita in Stazione Centrale….”
“Sì, ma non vivevi ancora in Svizzera…”
“E dagli….prendere un taxi a quell’ora è controproducente, rischio di rimanere imbottigliata nel traffico e impiegarci il doppio per arrivare a casa”
“Uhm…va beh, alle sette di sera si può ancora fare…”

Fatica sprecata. 
Il caso ha voluto che, arrivata in stazione, con valigia e zaino al seguito, dopo il trascinamento dei bagagli su e giù da treno, scale e compagnia bella, mi trovassi, come una perfetta idiota che “non è più abituata” nel bel mezzo dello sciopero ATM, con la saracinesca della linea 1 sbarrata davanti al naso.
E, in mezzo a piazzale Loreto, dovessi provare a ricordarmi il numero di un radiotaxi milanese, pregando contemporaneamente, in tutte le lingue, di trovarne poi uno libero, e impiegassi poi qualcosa tipo un’ora per fare sei o sette chilometri, col taxista stranamente mortificato che, ogni cinque minuti, mi ripeteva: “Signora, mi dispiace, erano anni che non vedevo una situazione così….”

Ecco, no. Non ero più abituata.

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3 pensieri su “NON SEI PIÙ ABITUATA

  1. Ecco, è questo che mortifica. Altrove tutto o almeno molto sembra funzionare con un rigore e una naturalezza che rende ancora più umiliante il confronto per noi.
    Poi, certo, avremo altre qualità; ma cosa ci impedisce di essere semplicemente normalmente affidabili?

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  2. Quanto ti capisco!! Io I primi tempi che ero qui era tutto un aah, ooh, uuh di sorpresa per le cose belle, pulite e funzionanti che vedevo…adesso quando vado in Italia è ancora un oh, ah, uh ma nell’altro senso e mi chiedo sempre “ma davvero io vivevo cosi?”. Per questo la chiamano “golden cage”, perchè quando vuoi andartene è difficile trovare un altro posto come questo (ce ne sono eh! per carità) e bisogna scendere a qualche compromesso… Per ora non ci penso, poi si vedrà! Buona giornata 😉 G.

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