COSI’

Mi sento un po’ così, come in una bolla. Disconnessa dalla vita reale, presa come son stata, nell’ultima decina di giorni, tra ospedali, medici, interventi e convalescenze, bambini malati e infuriati.

Vivo ovattata, tra le quattro mura per lo più, sotto un cielo grigio, pur essendo stato uno strano inverno sino ad ora. Stranamente caldo, stranamente senza neve, con un po’ di pioggia e nebbia, ma ben lontano da quella che mi dicono essere la normalità di queste parti.

Sento di aver bisogno di riscuotermi da questa specie di torpore, ma, nello stesso tempo, anche di recuperare energie perdute da tempo, prima di poter davvero investire in qualcosa di nuovo e di utile.

Ci vorrebbe il mare, come sempre, e il sole e l’aria ricca di brezza e di luce. L’alternativa è il letargo.

 

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