L’ORA D’ARIA

Con l’anno nuovo è arrivata la nonna che mancava da un bel po’.
Io mi sono resa conto di parecchie cose.
Che, ancora una volta, non sono la classica madre da manuale che vivrebbe in simbiosi con la propria creatura, h24 e gg 365. Sarà anche che mio figlio non è esattamente quel “Patato” che il suo soprannome evocherebbe, quanto sempre più spesso e in modo preoccupante il “grande dittatore”.
Che negli ultimi mesi sono stata costretta a fare troppo spesso di necessità virtù e ne sto pagando un prezzo parecchio alto.
Che mi sono strascurata, ho trascurato i miei bisogni fondamentali e di conseguenza la mia salute.
Che sono distrutta e siamo appena all’inizio di gennaio: io sono sfinita, nonostante le “vacanze” natalizie, mentre mi attendono i mesi più duri dell’inverno e qualche altra prova intermedia non irrilevante.
Che io e il Marito ci siamo assai trascurati a vicenda, questo da quando nostro figlio è nato, in verità, ma soprattutto in questi mesi successivi all’espatrio. Cause di forza maggiore, ovvio, ma poi perdere il controllo della situazione è un attimo, così come la lucidità di capire dove si stia (o non si stia) andando.
E a volte serve sul serio l’ora d’aria. La camminata in due sotto ciò che rimane delle luci delle feste, lungo il fiume e il lago che si tinge di nero la sera.
A guardare in su, il cielo e le stelle, invece che solo in basso, quasi rasoterra, quella cosina ancora per poco sotto il metro che sgambetta scatenata.
Fermarsi a parlare, o anche in silenzio, guardando, osservando.
Il niente, o qualcosa di bello, semplicemente il bello che restituisca ossigeno, speranza, progetti e prospettive.
Quelle vetrine di negozi, tanto meravigliosi quanto inutili e proibitivi, ma sapendo che, in qualche momento, anche l’inutile e il proibitivo hanno un loro senso.
E ricordarsi che se, ad un certo punto, magari senza neppure saperlo, hai scambiato il senso di tutta la tua vita, di tutta la vostra vita, con il senso di crescere un figlio, stai rischiando di essere fottuto sul serio.
E scusate il francesismo, ma è la verità.

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3 pensieri su “L’ORA D’ARIA

  1. Posso dire che credo di capire?? Il nano di colpo sembra essere si trasformato ed e’ veramente dura, per non parlare della vita a due, quasi inesistente ormai…accorgersi non basta a rimediare, purtroppo , ma qualche ora di pace può aiutare, almeno per iniziare.

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  2. Concordo con te sull’ ultimo punto, su tutto a dire il vero. A volte queste epifanie servono ed è bello che arrivino a “salvarci” prima del burrone! Buon anno Laura! G.

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