UNA COPERTA DI STELLE

Che io sia donna di mare è fatto incontestabile al di là di ogni dubbio. Che solo lì, in prossimità, col rumore delle onde e i piedi nudi sulla spiaggia riesco a sentirmi davvero in pace (in realtà mi capita anche durante lo yoga, ma questa è un’altra storia), come se solamente in quella condizione io fossi davvero “a casa”.
Che la vita, in verità, non mi abbia finora concesso di starci così vicino è un altro fatto e, anzi, il trend sembra quello del progressivo allontanamento, ma anche questo è un altro tema.
Devo però ammettere che, da quando ci siamo trasferiti in Svizzera, sto rivalutando il paesaggio alpino, nonostante le temperature non proprio accoglienti per i miei gusti e quella certa loro asperità che in alcuni momenti tende ad inquietarmi un po’.
Durante il weekend abbiamo ancora una volta vissuto il mensile pendolarismo attraverso il Gottardo di cui, confesso, molto spesso farei volentieri a meno (sia del pendolarismo che del tunnel, in verità ;-)), ma d’altra parte, avendo voluto la bicicletta, ovvero un bel corso di formazione quadriennale in materia yogica, ora mi tocca pedalare.
Lo faccio volentierissimo, non fosse per quell’avanti e indietro di 600 km in 48 ore che non è proprio il massimo del relax da fine settimana, né per me, né per la famiglia.
Comunque, per tornare al tema, questo moto perpetuo mi sta dando qualche possibilità di scoprire cose che non sapevo: tipo che le montagne brillano al buio di luce propria, che se c’è anche un pochino di neve e un po’ di luna lo spettacolo rischia di diventare qualcosa di meraviglioso.
Venerdi sera c’era nebbia lungo la strada, quella coltre biancastra indistinta che ti fa perdere l’orientamento fuori e dentro.
Poi, all’improvviso, salendo verso le Alpi, l’apparente miracolo: il profondo blu della notte, quella vera, senza le luci della città, rischiarato dalle vette degli monti innevati, dal biancore della luna quasi piena e, sopra, solo una coperta di stelle.
E, stranamente, forse per la prima volta nella vita, mi sono sentita bene in mezzo a quelle cime irraggiungibili, nel mezzo del buio e del silenzio, sotto l’immobilità di quella coperta di stelle che mi faceva sentire stranamente protetta, al sicuro e in pace.

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