ESTREMI RIMEDI

La prima volta che ne sentii parlare, in via più o meno ufficiale , risale ormai a ben più di dieci anni fa.
Un sabato sera di giugno fui spedita al pronto soccorso da una poco pietosa gastroenterite estiva che nell’arco di poche ore mi aveva ridotta a una specie di cadavere disidratato.
Ricordo che il medico dell’ospedale chiese a mia madre se avevo preso qualcosa e alla sua risposta: “Qualche sorso di camomilla“, ribattè contrariato: “La camomilla va malissimo, stimola il vomito. Ci voleva della Coca Cola ghiacciata”.
Ormai ero passata alle flebo e archiviai l’informazione come la sortita di un personaggio in vena di scherzi di pessimo gusto, o, in alternativa, un po’ fuori di testa.
Ogni tanto mi capitava di sentire in giro che, in caso di bambini indisposti, quella davvero faceva miracoli.
Dopo la nascita di mio figlio comprai questo serissimo libro e, in occasione della sua lettura, mi imbattei con grande sorpresa in una grande rivelazione: loro, i pediatri antroposofi, non lo consigliano per intuibili motivazioni, ma l’assunzione di Coca Cola viene espressamente indicata nei rimedi anti-nausea e anti-vomito.
Io, donna di poca fede, ancora non mi fidavo. Sarà che l’idea di far bere “quella cosa” ad un lattante mi pareva leggermente criminale, per me poi che ne avevo addirittura bandito totalmente il consumo durante la gravidanza.
Arrivò, però, il giorno in cui il problema tornò ad essere nuovamente affare diretto della sottoscritta e, dopo ore di agonia, decisi che, come ultima chance prima del pronto soccorso, valeva la pena di provare. Tanto, peggio di così.
Ecco: la rivelazione, il miracolo. Pochi minuti e la metamorfosi, altro che flebo.
In sintesi estrema il rimedio “off label” funziona, da dio. E dopo aver fatto da cavia l’ho utilizzato anche su mio figlio che la scorsa settimana ha dovuto essere recuperato da scuola in stato comatoso per lo stesso dannatissimo malanno che, ormai, non conosce più età, stagioni, latitudini.
Ecco, magari quelli della “The Coca Cola Company” potrebbero non essere contentissimi se si spargesse la voce di questo utilizzo, che, insomma, non fa molto figo dire che uno beve “Coke” dopo aver finito di vomitare l’anima. Ma credo, scherzi a parte e molto seriamente, che sia bello invece sapere di poter contare su una soluzione semplice, a portata di mano e a costo irrilevante, senza effetti collaterali (beh, almeno non peggiori di quelli di certi farmaci, va’) e di efficacia formidabile, per un disturbo banale, ma purtroppo estremamente fastidioso per tutti, soprattutto per i bambini facilmente esposti a disidratazione.
Così ho deciso che adesso lo dico a tutti quando capita l’occasione, e lo scrivo pure sul blog.
Da ultimo: modo e tempo di assunzione. Deve essere fredda (alcuni addirittura dicono di farla ghiacciare completamente e farne sciogliere in bocca piccolissime scaglie, io così non ho mai provato), sorsi piccolissimi ad intervalli di qualche minuto l’uno dall’altro. Per i bimbi molto piccoli (che non siano abituati a berla) va diluita: due dita con un po’ d’acqua.

N.B. Inutile dire che le informazioni contenute in questo post non hanno alcuna pretesa di sostituire diagnosi o prescrizioni mediche, ma sono semplicemente frutto di esperienze che l’autrice del blog ritiene utile condividere con i lettori. In caso di malessere intenso e persistente, soprattutto in neonati e bambini piccoli, è d’obbligo rivolgersi al medico per le opportune valutazioni e terapie.

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4 pensieri su “ESTREMI RIMEDI

  1. SEmpre usata perchè da bambina soffrivo di “acetono”…miracolosa, freddissima.
    Unico problema? Per me è irrimediabilmente legata allo stare male!!!

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    • Sai invece che, cosa stranissima, per me no? In realtà la bevo molto raramente “per diletto”, ma per me rimane comunque buonissima, anche in “quei momenti difficili” Strane sostanze 😉

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