IL PATATO E L’ANACONDA

Il Patato e l'anaconda (foto di Carlotta G.)

Il Patato e l'anaconda (foto di Carlotta G.)

Non ho mai amato gli zoo: la consapevolezza della vita che gli animali devono sopportare, al di fuori del loro habitat naturale, mi ha sempre provocato un più o meno evidente senso di disagio e stretta allo stomaco. Il massimo di questo fastidio si verifica alla vista degli elefanti in cattività che, letteralmente, mi è insopportabile. Ho dovuto, però, constatare che per i bambini la visita di un parco zoologico costituisce una irresistibile attrazione e una grandissima fonte di stimoli e di costante apprendimento.

A Zurigo c’è uno zoo molto noto, uno dei più belli d’Europa, dicono, e una visita per chi ha figli, piccoli o grandi, è una tappa quasi irrinunciabile. Nonostante la mia iniziale diffidenza, anche noi non abbiamo fatto eccezione ed, effettivamente, ho dovuto constatare che per il Patato sperimentare da vicino la vista di tanti animali che abitualmente vede solo in fotografia sui libri, o in TV, è fonte di grande gioia ed entusiasmo.

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo fatto diverse visite, anche grazie ad un abbonamento annuale molto conveniente che consente ingressi illimitati per 365 giorni (per i bambini sotto i sei anni, comunque, l’entrata è gratuita), ed ormai mio figlio si sente a casa. E’ molto affezionato soprattutto alle scimmie (per lui tutti i primati hanno questo nome, indipendentemente da specie e dimensioni, che siano oranghi, scimpanzé o gorilla poco importa :-)) e alle tartarughe giganti delle Galapagos, poi, periodicamente, le sue preferenze variano e spaziano a seconda dell’umore e delle circostanze: un giorno le civette delle nevi, un altro i lupi, un altro i rinoceronti. Ieri è stato il “serpente day”: lunghi minuti davanti alla vasca dell’anaconda, che per i suoi innocenti occhi infantili era “molto, molto calina!”, “gualda mamma, gualda papà, che bellaaaa!”

Ecco, a me “carina” non sarebbe proprio venuto in mente.

Questo post partecipa a Fotoviaggiando del lunedì di Patato Friendly.

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3 pensieri su “IL PATATO E L’ANACONDA

  1. Uhm…mi sa che mi si e’ cancellato il commento…:(
    Riprovo…
    Anche io come te non amo l’idea degli animali in cattivita’ pero’ e’ innegabile il fascino che hanno sui bimbi e la loro capacita’ di stimolarli ad imparare cose nuove… quindi…beh carino all’anaconda proprio no ma anche noi ci andiamo ogni tanto!:)

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  2. Ciao, anche io domenica ero allo zoo!! ci siamo sfiorate per un soffio! anche io adoro le tartarughe giganti, ma a questo giro le mie preferite sono state le squirrel monkeys, con la loro faccetta gialla =D
    Non mi è piaciuto affatto, invece, il signore con il serpente vivo in mano (cioè, non il signore, poverino, intendevo il serpente…ops…)
    😀
    a presto,
    Gio

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    • Sai che la volta precedente anche noi avevamo incontrato il signore col serpentello? Siamo anche riusciti a toccarlo: io mi sin fatta coraggio per “dare l’esempio” ed è stata la prima volta che ho avuto il coraggio! In realtà é molto meno peggio del previsto, alla fine sono tutte le nostre suggestioni sui serpenti 😉

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