LA STRADA INCANTATA DEI FIORI

La strada incantata dei fiori (foto Carlotta G.)

L’ho scoperta un pomeriggio, per caso, mentre ero a spasso col Patato, proprio dietro casa mia. Era una bella giornata di sole, una delle prime da quando eravamo qui e, stranamente, mio figlio sembrava ben disposto a camminare, senza fermarsi ogni metro distratto da un qualsiasi particolare lo colpisse durante il cammino:  le bici, gli scooter, il camion o la ruspa di turno.
Avevamo approfittato di un’ora di passeggiata per scoprire i dintorni della nostra nuova dimora e, come a volte accade, girato l’angolo ci era apparso un altro mondo.
Una strada non molto larga, sui cui lati erano disposte case e casette di uno o due piani. Tutte immerse nel verde, circondate da fiori di mille colori. Un giardino con un laghetto, addirittura, qualche gatto in perlustrazione del territorio. Un cane che abbaiava e qualche bambino sul marciapiede a giocare, o seduto sulla panchina di fronte a casa. Un grande silenzio, interrotto solo da qualche rumore di vita quotidiana, dalle foglie mosse dal vento, dalle voci dei bimbi ogni tanto. Come vivere all’improvviso in  una dimensione parallela, di altri tempi e altri luoghi, e io lì, un po’ inebetita, ad aspettare che, da un momento all’altro, un folletto o uno gnomo dei boschi potesse attraversare la strada. Strada col rigoroso limite di 20 km/h, poi, poco più avanti, isola pedonale, accessibile esclusivamente ai residenti. Avrei voluto non finisse mai e, miracolosamente, mio figlio camminava, tranquillo, guardandosi intorno e perdendosi nei fiori di mille colori.
Sto scoprendo che ne esistono diversi di posti così, insospettabilmente nascosti dietro muri di anonimi condomini, al di là delle ampie strade che attraversano la città e i quartieri, a pochi metri dalla fermata del tram e dal centro commerciale. Stradine ad accesso limitato o riservato (in teoria) ai soli residenti che nascondono ampi giardini, spazi verdi, fontanelle e parchi gioco. Dove le case hanno la porta aperta, tante cose disseminate sul prato o sul balcone al piano terra, i panni stesi al sole, l’immancabile barbecue e montagne di giocattoli dei bimbi, sparsi per terra senza alcuna ringhiera, nessun cancello.
Mi meraviglio e mi perdo ogni volta, aspettando il folletto col cappello a punta e la calzamaglia verde che ci saluti, facendo “ciao, ciao!” con la manina fatata.
Ma non potrà mai più essere come la prima volta, quando, a due passi dal mio mondo banale, ho scoperto l’incantata strada dei fiori.

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