POI, ALL’IMPROVVISO

Zurigo, Limmatquai (foto di Carlotta G.)

Poi, una mattina di giugno, ti svegli è, così, all’improvviso, sembra arrivata l’estate. Anche qui al nord. Che ancora pochi centimetri e il lago esondava, non in senso metaforico.
E tu prendi il tram, ancora con la giacca addosso, che non sembra poi così caldo, accompagni tuo figlio all’asilo e, per qualche ora, decidi di fare la turista.
E cammini lungo il fiume, quasi senza meta, e fotografi il cielo terso come se oggi o mai più (e chi può dirlo…), la luce abbagliante di un nord quasi mediterraneo, anche se magari solo per poche ore.
E ti perdi nel cammino della passeggiata a lago, ti siedi sui gradini del Palazzo dell’Opera, davanti al cantiere preferito di tuo figlio. E non capisci perché cominci a fissare le ruspe gialle, anche oggi quando non saresti obbligata.
C’è una natura meravigliosa qui, mai mi stancherò di ripeterlo, anche in pieno centro città, nonostante i cantieri ad ogni angolo. Un trionfo di verde, alberi e siepi, fiori dai mille colori. Nonostante il nord, la primavera mancata e l’aria sempre frizzante.
E pazienza se, per permetterti la pausa cappuccino, ti tocca andare da McDonald’s che se no comprometti il bilancio settimanale, come quando avevi 15 anni e la paghetta arrivava solo al sabato.

 

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