CERTE COSE

Certe cose le scopri solo vivendo. È un vecchio, vecchissimo, proverbio e come tale contiene le sue verità. 
Solo che capita che tu non sappia capirle fino in fondo, fino a quando non ti tocca farne esperienza in prima persona.
Premessa uno: amo la musica, da sempre. Quando sono in casa spesso accendo la radio (ah, la mia radio preferita, quanto mi manca qui :-(), ascolto i miei cd, miei brani preferiti nella playlist dell’iPod. Ormai sempre quelli da anni, che mi manca il tempo di scaricarne di nuovi, ma va bene così.
Premessa due: odio visceralmente, con tutta me stessa, anima e corpo, le canzoncine da bambini. Non so perché, ma mi scatenano un’orticaria indescrivibile.
Da quando è nato mio figlio non ho mai comprato musichette per infanti, ninnananne e amenità simili. La ninna nanna la cantavo io, inventata da me, anche se non so veramente cantare (e forse i suoi atavici problemi di sonno hanno avuto lì la loro origine!)
Per il resto il Patato sentiva in casa la musica che ascoltavamo io e suo padre. Ha imparato a memoria “Io Vagabondo” dei Nomadi (versione live di Augusto e solo quella vuol sentire), “Baila sexy thing” di Zucchero e, vi assicuro, che la balla sul serio, e “Rotolando verso sud” dei Negrita, il mio manifesto. 
E tutto il resto che è sempre passato tra le nostre mura, Sade, U2, Bryan Adams, Ludovico Einaudi.
Era tutto a posto. Alla grande, direi. Che un duenne che reclama a gran voce “Baila Morena! Sotto questa luna piena, under the moonlight” non lo trovi mica tutti i giorni. Avevamo, certo, altri problemi con lui, non quello musicale però.
Fino a che sono arrivati i nonni. Lo scorso inverno (forse dovrei dire QUESTO INVERNO), per la prima volta, è stato aggirato un bastione di difesa e ha fatto la sua prima comparsa una terrificante raccolta di ben tre cd con “Le più belle canzoncine per maschietti” (???!!!!).
Ho cercato di correre ai ripari. Facendo finta di niente, cercando di glissare ogni volta che il Patato accennava minimamente alle canzoncine della nonna.
Continuando a fargli ascoltare la radio, Baila Morena e Io Vagabondo.
Poi i CD sono diventati sei (raddoppio della terrificante collezione) e quando c’è la nonna in versione DJ io, se posso, esco di casa.
Ma il peggio doveva ancora arrivare. Ed è arrivato nonostante il trasloco, l’espatrio e i 300 km a nord. Al primo rientro in Italia i nonni hanno approfittato per il regalo del secolo: le canzoncine di Peppa Pig.
Che, al confronto, la collezione “the best for baby boys” di cui sopra, era il capolavoro dell’universo musicale. Onestamente non si possono sentire.
IO non le posso sentire. E speravo che quel po’ di cultura musicale trasmessa dalla nascita ci avrebbe in qualche modo salvati.
Invece no. Mio figlio le ADORA. 
La scorsa settimana siamo rimasti io e lui soli per un paio di giorni, che il marito era via per lavoro. Avevo tra le mani una vecchia raccolta dei Dire Straits, musiche che non sentivo da anni, casualmente riemerse dagli scatoloni. Ci ho provato una giornata intera, a colazione, pranzo e cena. Io mettevo il disco nel lettore e lui, immediatamente, andava a toglierlo, per sostituirlo con quell’agghiacciante accozzaglia di versi porcini. Riprovavo, dopo un po’, approfittando di una distrazione, dell’attenzione catturata da altro. Niente da fare.
I Dire Straits sono ancora lì, muti, in attesa di essere riascoltati.
E io mi sono resa conto di ciò che volevano dire quei genitori che confessavano la loro disperazione per i lunghi viaggi in auto, con i timpani tormentati da “Le tagliatelle di nonna Pina“, mentre io mi domandavo perché mai dovessero sopportare quel supplizio, con tutta la buona musica trasmessa in diretta ventiquattr’ore al giorno
Adesso, purtroppo, ho capito.

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4 pensieri su “CERTE COSE

  1. Peppa Pig! Per fortuna non ho i tuoi problemi, nel senso che a me quelle canzoncine non dispiacciono, gliele ho comprate io! Certo che il successo di Peppa coi bimbi andrebbe spiegato dalla psicologo, i miei (4 e 2 anni) non vogliono vedere nient’altro.

    Però mi spieghi la musica per i baby boys cosa avrebbe di diverso da quella per le baby girls?

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    • Eh, è proprio quello che mi sono domandata io! Forse perché la raccolta per “boys” ha le sigle dei cartoni dell’Uomo Ragno, Superman ecc. Alla faccia dell’educazione alla parità di genere…si inizia a due anni e si rischia di non accorgersene neppure. Sì, insomma, io me ne sono accorta, ma sai i nonni… alcune cose a loro non sembrano prioritarie.

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  2. I tuoi gusti musicali sono molto simili ai nostri. Però, per ora, le canzoncine per bambini il nano le sente solo all’asilo e io mi sto rifiutando di comprare i libri di peppa pig, prorpio perchè temo siano il primo passo verso le canzoncine MOSTRUOSE!
    L’unico cd di ninna nanna regalato dalla nonna casualmente si è rotto il secondo giorno…casualmente.

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    • Guarda, a me i libri di Peppa Pig piacciono abbastanza, ma non avrei MAI e poi MAI comprato quello delle canzoncine. In ogni caso, e per fortuna, mio figlio continua ad avere un grande amore per la Pimpa che io trovo, come dire, un po’ più “poetica”. Senza nulla togliere al pragmatismo britannico, che ha grandi qualità e pregi, io credo che sia un grande valore quello di far vivere ai bambini un po’ di poesia.

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