SPUNTI DI RIFLESSIONE

Stamattina ho scoperto che da queste parti non hanno idea di cosa sia un aerosol, nè, chiaramente, a cosa serva esattamente.
Ho girato quattro farmacie, all’apparenza non secondarie e ben fornite, e in tutti i casi mi son sentita di recitare la parte di E.T. in visita alla Terra.
È finita più o meno come per il povero extraterrestre: “telefono, casa!”. Ho chiamato mia suocera chiedendole di capire qual è la via più rapida e comoda per farci recapitare qui in bell’apparecchio nuovo che, nei lidi italici, si trova in qualsiasi farmacia, parafarmacia, nonché nei supermercati più forniti.
Il problema, ovviamente, non si sarebbe affatto presentato se la sottoscritta, ormai nel loop quotidiano di novella fantozzi, stamattina non avesse inciampato nel cavo elettrico del proprio attrezzo da aerosolterapia (peraltro quasi nuovo e perfettamente funzionante), al termine delle abituali operazioni di prevenzione malanni del Patato.
“Tra tutte le cose che potevi rompere….” ha detto il marito, aggiungendo poi :”Va beh, quanto mai potrà costare uno nuovo!”
Circa 350 franchi svizzeri (più o meno 290 Euro), han detto nell’unica farmacia in cui, volendo, me lo avrebbero anche procurato. Quello che ho distrutto stamattina ne costava circa 40.
Ora, sorvolando sulle mie performance di madre espatriata (e molto stordita), nelle ore in cui cercavo una soluzione costruttiva al problema (risolto, almeno temporaneamente, grazie alla vicina di casa italiana), mi sono trastullata in qualche riflessione filosofica ed esistenziale.
Oggi qui c’è un tempo da lupi. Piove che dio la manda, tira (come sempre) vento, ci saranno si e no dieci gradi. Nei prossimi giorni le previsioni meteo danno pioggia, pioggia e ancora pioggia, temperature minime di 3 gradi (DICASI TRE) e massime di sette/otto. Ricordo che siamo a fine maggio.
Vedo persone camminare per strada con addosso T-shirt e pantaloni estivi. Ok, non sono la regola, ma la maggioranza della popolazione locale viaggia con una camicia/maglia e l’impermeabile. Le donne in tailleur senza calze. Ho visto bambini di tre o quattro anni in bicicletta o in monopattino sotto la pioggia, giusto il k-way e via.
Secondo la mia ferrea logica italiana dovrebbero essere tutti malati, con la bronchite cronica per lo meno, la polmonite, il colpo della strega.
Altro che il catarro che io disperatamente combatto in mio figlio.
E, dato il presupposto, si presumerebbe che qui ogni famiglia fosse dotata di quattro o cinque apparecchi per aerosol (uno per ciascuno, almeno), dovendo lottare senza tregua contro i disastrosi effetti del maltempo, del vento nordico, del gelo primaverile.
Invece non sanno cosa sia.
Vuol dire che crescono i figli (almeno tre, di media) senza essersi neppure posti il problema di cosa sia una fialetta di soluzione fisiologica. Con quello che io ho speso in fisiologica, e attrezzi collegati, da quando è nato mio figlio, mi sarei sicuramente pagata una vacanza all inclusive alle Maldive.
Il medico svizzero da cui siamo stati col Patato, appena arrivati qui, ha esternato una pillola di teutonica saggezza: “la medicina non è una scienza esatta, ma è fortemente influenzata da fattori sociali e culturali”. Ecco.
Sarà che qualche sospetto viene. E che la vicina italiana mi ha detto di non aver praticamente più usato l’aerosol da quando vive qui, visto che i figli si ammalano pochissimo.
Ottimo materiale per ulteriori spunti di riflessione.

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6 pensieri su “SPUNTI DI RIFLESSIONE

  1. Non so dirti per la Svizzera, ma sono stata diversi mesi come ragazza alla pari in una famiglia con 3 bambini in Germania, e ne ho concluso che i tedeschi se non muoiono entro il primo anno di vita non li ammazza più nessuno. Evidentemente vale anche per gli svizzeri tedeschi

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    • Sì, temo proprio sia così. E, in generale, per tutti i popoli “nordici”: ricordo di aver visto bimbetti poco più che neonati buttati nelle acque del Mare d’Irlanda mentre io guardavo dalla spiaggia con addosso la giacca a vento invernale. Tutto è molto soggettivo ;-), davvero.

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  2. Mi sono divertita molto a leggere i tuoi post precedenti sulle tue prime impressioni su Zurigo 🙂
    Alcuni commenti da una che é expat in Svizzera dal 2009:
    – In Svizzera tutto costa inspiegabilmente carissimo paragonato ai paesi vicini. Dico inspiegabilmente perché può capitare che lo stesso prodotto realizzato nello stesso paese costi il doppio in Svizzera. Io ho imparato ad acquistare il più possibile in Italia o online. Purtroppo alle visite mediche non si sfugge ed allora ti potrà capitare di pagare cifre assurde per semplici esami di routine…
    – In Svizzera, nelle maggiori città, a Zurigo come a Losanna, il clima é simile al nord Italia. Di solito in primavera la temperatura é mite e in estate si può fare tranquillamente il bagno nel lago. Purtroppo questa é una primavera schifosa. Ma Zurigo non é sempre grigia e piovosa come la Germania, per esempio, anzi…
    – Lo Svizzero tedesco e romando é più forte e robusto, sopporta clima rigidi e situazioni un po’ estreme. Non ho mai capito bene il perché, sarà questione di educazione. Oppure semplicemente trattasi di uno stadio superiore dell’evoluzione..

    Nel complesso, secondo me in Svizzera si sta bene, non te ne pentirai 🙂 Benvenuta!

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    • Grazie! E benvenuta a te nel blog 🙂
      Ho già ampiamente notato i prezzi “assurdi” di queste parti, infatti ogni volta che andiamo in Italia è e sarà corsa all’acquisto sfrenato! Per lo shopping on-line devo prenderci un po’ la mano, non ne ho gran che l’abitudine, si farà.
      Per il resto, che dire, in tantissimi mi dicono che in Svizzera, a Zurigo soprattutto, si sta molto bene e che non tornerebbero spontaneamente mai in Italia. Io sono ancora nella fase di totale ambientamento e sto trovando quasi tutto (comprensibilmente) difficoltoso.
      Per il fisico dei nordici, anche io non saprei dire, probabilmente è il risultato di un bel mix tra evoluzione genetica ed educazione 😉

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