CAMBIO DI STAGIONE

Il fatto è che non ero molto preparata, non del tutto almeno.
Che ti dicono che da queste parti le tonalità abituali del cielo sono il grigio, il grigio e il grigio. Che normalmente piove, piove e piove.
Non solo in inverno, o in autunno, anche se chiaramente in quei casi è peggio.
Vabbé, mi son detta, alla fine siamo a maggio e prima o poi il sole arriverà pure qui. 
Avevo scientemente accantonato in un angolo della lontana memoria le estati delle vacanze studio britanniche, quando, in pieno luglio, passavi dai 35 gradi della pianura padana al multi strato T-shirt, felpa, impermeabile, o, se andava male, giacca a vento. E ombrello, sempre e comunque a portata di mano.
Ma qui non siam mica così a nord, alla fine. Siamo poi a 300 km dalla pianura padana, mica a 3000.
E sarà che, fino ad ora, il meteo locale aveva fatto del suo meglio per illudermi alla grande.
In occasione della mia prima visita, a fine dicembre, c’erano 10 gradi, un cielo terso e spendente che incorniciava le montagne innevate e che sembrava l’anticamera del paradiso. 
Le altre volte pioveva, faceva fresco, il cielo era grigio; eravamo in inverno dopo tutto, ma mai particolarmente gelido e addirittura la giacca invernale sembrava di troppo. Non che in Italia fosse poi così meglio.
Prima di traslocare avevo fatto il possibile per gestire alla meglio il cambio di stagione. Via i piumini e piumoni, i maglioni di lana, le sciarpe pesanti e i berretti. Dopo tutto siamo a maggio e, dicono, la primavera svizzera è bellissima. La stagione migliore.
Avevo conservato in uso una giacca pesante per il Patato, che non si sa mai.
L’ho lavata pochi giorni fa, appena arrivata qui, pensando che, davvero, ormai sarebbe stata di troppo anche per Zurigo.
Mi ero illusa, appunto. 
Da tre giorni non si vede il sole, se non giusto all’ora del tramonto, quasi a irridere le tue speranze malamente riposte, dopo una giornata di furia degli elementi.
Piove, ogni tanto grandina. Tira un vento gelido. E stamattina c’erano 6 (dico 6) gradi.
Ho dovuto riprendere la giacca pesante del Patato, bardarlo con sciarpa, berretto e cappuccio per uscire. Ero tentata di infilarlo sotto la copertura anti-pioggia del passeggino, anche se in quel momento non pioveva. 
Ancora meglio sarebbe stato sotto vuoto, dopo due otiti maligne in meno di un mese.
Anch’io ho riesumato collant e cappello.
Mi dicono che, anche per gli standard di qui, non è molto normale. Che l’anno scorso di questi tempi era quasi estate.
Sarà per questo che vedo in giro persone coi sandali, improbabili shorts tipo spiaggia, gambe nude, scollature e spolverini invisibili.
Che la coppia tipo del posto prevede lui con maglietta, bermuda e scarponi da trekking, lei in jeans e ciabatte tipo Crocs ai piedi.
Inizio a pensare che il famoso “shock culturale” abbia, in verità, una precisa e specifica declinazione. Shock climatico.

Annunci

5 pensieri su “CAMBIO DI STAGIONE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...