UNA TEORIA

Il Patato parla, finalmente potrei dire. A due anni e mezzo suonati 🙂
Parla davvero, con le frasi tutte intere (nella maggior parte dei casi, almeno).
Con vocaboli cercati e scelti, in quel computerino che è la sua testa, non più alla rinfusa, ma pure con una certa orgogliosa e quasi esibita precisione, come quando dice: “Mamma, tu vuoi un altro biscottino, per caso?!”
Ormai l’ho imparato, dovrei averlo imparato. I bambini progrediscono per lo più con apparentemente strambi balzi di crescita.
Una mattina ti svegli ed ecco che, quello che fino al giorno prima pareva proprio fantascienza, si è materializzato in una notte davanti ai tuoi occhi.
In questi giorni ci pensavo un po’ su e riflettevo.
Per mio figlio le ultime settimane sono state abbastanza impegnative. La scarlattina prima, il virus intestinale poi, da ieri (l’ennesimo) raffreddore.
Ma nonostante questo sembra riuscito a trovare in sé stesso anche la forza per crescere “dentro”, in qualcosa che non è così urgente o indispensabile, che potrebbe anche essere rimandato di qualche giorno, che tanto mica cambierebbe nulla.
Riflettevo su quanto avevo letto in questo libro tempo fa. E che ho riletto di recente.
 “La salute del bambino” è un manuale scritto da due pediatri tedeschi, di ispirazione steineriana, che comprende sia consigli medici in senso stretto, quanto indicazioni pedagogiche ed educative per la crescita dei bambini, dalla nascita all’adolescenza.
È ispirato ad una filosofia che mi incuriosisce molto, di cui so abbastanza poco, ed in relazione alla quale mi sento di condividere alcune posizioni e non condividerne altre, ma che, in linea di principio, percepisco ispirata ad un grande buon senso di fondo, anche se spesso si scontra con ritmi e stili di vita un po’ “di un altro mondo”,  quindi difficilmente realizzabili nella nostra vita quotidiana un po’ folle, ma che possono essere tenuti in considerazione come obiettivi, modelli ideali, spunti su cui ragionare anche nella babele delle contrastanti e contraddittorie informazioni di cui siamo bombardati circa la cura dei nostri piccoli.
E proprio in questo senso rileggevo un capitolo sul significato della malattia nei bambini, in particolare delle malattie esantematiche dell’infanzia (tra le quali è compresa anche la scarlattina).
Gli autori ritengono che, con grande frequenza, capita di osservare che subito dopo la guarigione da una di queste malattie, spesso “impegnative” per l’organismo, il bambino è come se “rinascesse”, manifestando tratti caratteriali, di sviluppo affettivo e cognitivo, o addirittura anche somatici, prima assenti.
Come se l’esperienza della febbre, del disagio fisico e psicologico che si accompagna inevitabilmente al malessere, fossero serviti a far progredire  la piccola persona verso il suo vero sé.
Non so se sia davvero così. È una teoria. 
A mio avviso comunque affascinante, che potrebbe anche aiutare a dare un senso alle “sofferenze” che vediamo nei nostri figli e che evidentemente sopportiamo, a nostra volta, con fatica e inquietudine.

Annunci

9 pensieri su “UNA TEORIA

  1. Teoria affascinante….Da sempre si dice che quel che non uccide (in questo caso in senso figurato) rende più forti e che le frustrazioni e le perdite aiutano a crescere e sono necessarie. Credo che per le malattie infantili sia più o meno lo stesso.
    Dolcissimo il “per caso?”!!!!

    Mi piace

  2. Che sollievo scoprire di non essere del tutto fuori di testa!
    Il mio piccolo Matteo, 17 mesi, ha avuto anche lui la scarlattina a gennaio e anche io avevo notato la sua “rinascita”.
    Ho commentato la cosa con mio marito che mi ha guardata come se avessi detto che Matteo è pronto per iscriversi all’università e quindi non ho ripetuto più il commento con anima viva.
    Credo oggi stamperò il tuo post Carlotta e lo incornicerò in corridoio.
    Comunque ti capisco appieno, ringrazio ogni giorno per la peditra che abbiamo involontariamente scelto, che ci azzecca sempre.
    Non ti dico che paura quando ho sentito la parola scarlattina…l’avevo letta solo in piccole donne e Beth non faceva di certo una bella fine, ma lei, la nostra fantastica pediatra ci ha tranquillizzati in un attimo e ha risolto il problema con l’alntibiotico.
    Comunque, nei we quando la pediatra non c’è, va bene anche il pronto soccorso, magari non facendo caso all’aria scocciata del medico di turno.
    Noi siamo ancora nel mezzo della bufera: scarlattina, influenza, sesta malattia, virus intestinali passati a tutta la famiglia compresi i poveri nonni, e ricadute varie.
    Ormai è più di un mese e mezzo che andiamoavanti così.
    Che dire…speriamo nella primavera!!!!

    Mi piace

    • Nella mia esperienza il periodo intorno all’anno e mezzo di vita é stato (finora) il peggiore in assoluto! Ha pure un nome tecnico tipo “socializzazione immunitaria” che significa che mediamente i bimbi si prendono tutto il possibile perché il loro sistema immunitario deve ancora svilupparsi completamente. Ed è assolutamente un incubo! La bella stagione di solito un po’ aiuta, dai. Anche io sono qui col conto alla rovescia tutti i giorni!!!!

      Mi piace

  3. Anch’io non vedo l’ora che arrivi la primavera, sono almeno due mesi che in casa c’è almeno una persona malata. Quando sabato sera, dopo una settimana di malattia mia, la mia piccina di 18 mesi aveva 39 di febbre mi sarei messa a piangere. E pensare che non l’abbiamo mandata al nido perché non volevo che si pigliasse malattie così piccola, invece abbiamo già fatto 2 cicli di antibiotici e sta di nuovo male. Chissà che almeno si fortifichi!

    Mi piace

    • Guarda, io credo davvero che il periodo intorno ai 18 mesi dei bimbi sia uno dei peggiori in assoluto (soprattutto se capita d’inverno!). Se penso a come ero messa un anno fa, e a come era messo il Patato, mi torna la disperazione. Non si riusciva a fargli fare una settimana intera al nido e io lo seguivo a ruota, stremata da malattie e notti in bianco. Ogni tanto pensavo di tenerlo a casa dall’asilo, nella speranza che le cose potessero migliorare un po’. Ma alla fine abbiamo tenuto duro, anche perché ho sempre sentito da altre mamme che i bambini che non frequentano l’asilo nido e si ammalano poco recuperano poi il tempo perduto alla scuola materna…

      Mi piace

  4. Sono fortunata, M. ha attraversato i primi anni di vita in ottima salute. Certo non sono mancate febbriciattole, raffreddori, fastidi vari per la crescita dei denti, una varicella durata 1 giorno, qualche intolleranza alimentare. Tutto però in forma leggera e veloce. In nove anni non ha mai preso antibiotici. E comunque i suoi sbalzi di crescita si sono manifestati alla grande: i periodi che precedevano una nuova conquista (nel fare e nel dire) erano immancabilmente accompagnati da umore instabile, intrattabile, giorni in cui non andava bene niente, più difficolta del solito ad addormentarsi, poca voglia di mangiare, ecc…Passato il momentaccio e conquistato il nuovo, seguiva sempre un lungo periodo di allegria e spensieratezza, appetito e grandi dormite!
    Chissà se qualche studioso dell’età evolutiva ha teorizzato anche questo…

    Mi piace

    • Si, credo decisamente che tu possa definirti fortunatissima! E ti augurerei di fare anche il bis in questo modo 😉
      Sono davvero pochi i casi di questo tipo che ormai si sentono raccontare dalle mamme, purtroppo. Credo in ogni caso che lo sviluppo dei piccoli sia inevitabilmente accompagnato da qualche “scossone”, fisico o psicologico che sia. Probabilmente dipende dal bambino, dalla sua storia e personalità. E con quelle dobbiamo sempre fare i conti…

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...