U.R.P.

Questa mattina ho aperto l’email e, abbastanza inaspettatamente, ho trovato la risposta dell’ufficio relazioni col pubblico dell’ospedale, a cui avevo scritto dopo la vicenda della scarlattina del Patato.
Almeno han risposto, in un lasso di tempo anche ragionevole.
Il problema è il contenuto. Che, ovviamente, conferma al cento per cento la correttezza dell’operato del Pediatra (e chi dubitava?), visto che al momento della visita mio figlio non presentava CHIARAMENTE i sintomi della malattia, ragion per cui il medico non ha ritenuto opportuno prescrivere l’antibiotico in modo indiscriminato.
E certo: l’antibiotico non si prescrive in modo indiscriminato. Dare al Patato l’antibiotico è, per me, sempre un evento malaugurato e nefasto, figurarsi quando non serve!
Ma il punto non era esattamente quello. Era che, nel caso specifico, l’antibiotico SERVIVA ECCOME.
E a me interessava capire come mai non fosse stato effettuato il tampone in gola, unico strumento che permettesse di confermare o smentire il sospetto della scarlattina (come del resto fatto dalla Pediatra curante).
Ecco, qui arriva la risposta preoccupante: “Gli esami colturali non fanno parte delle prestazioni in urgenza di pronto soccorso ed in tale ambito non sono disponibili test rapidi per la ricerca dello streptococco”.
In tutta sincerità a me la cosa lascia basita, ma sicuramente sono io ad essere ingenua.
Il pronto soccorso non è in grado di fare un test di laboratorio a cui un qualsiasi medico provvede in dieci minuti nel suo studio?! 
Un ospedale non è in grado di provvedere alla diagnosi certa di una scarlattina??!! 
In ogni caso sappiatelo: qualora vi capitasse risparmiatevi la faticaccia del pronto soccorso, le attese, i disagi, il rischio di prendervi (o far prendere a vostro figlio) anche qualche altro malanno che non avete. 
Aspettate il lunedì e, nel frattempo, sperate che da lassù qualcuno provveda.

P.s. Ai margini di questa vicenda devo dire di aver avuto ulteriore conferma dei grandi benefici apportati dalla pratica continuativa dello yoga. Il punto sta nella parolina magica “continuativa”.
Stamattina, dopo aver letto la risposta dell’ospedale, mi è preso un istantaneo crampo allo stomaco, unito alla tentazione di andare a procurarmi con ogni mezzo un bel lanciafiamme. Probabile che il crampo dipenda dagli esisti della gastroenterite che mi ha ridotto uno straccio, ma la tentazione del lanciafiamme è certamente estranea al virus.
Nelle giornate in cui si svolgevano gli eventi (malattia, pronto soccorso, diagnosi) ero comunque parecchio provata dalle notti insonni, ma reduce da due giorni di yoga intensivo. Vi garantisco che, nel mettermi a scrivere l’email di reclamo, non avevo fatto un plissé. Neppure un battito cardiaco fuori posto. 
Ecco, mi devo impegnare decisamente di più.

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2 pensieri su “U.R.P.

  1. Ecco con lo yoga io non riesco mai a essere “continuativa”…ma penso che mi farebbe un gran bene se riuscissi ad esserlo…soprattutto per evitare la tentazione del lanciafiamme!:(

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