ORDINARIO WEEKEND DI FOLLIA

Questo potrebbe essere uno di quei post di lunghezza infinita, elenco di malanni, stanchezza, lamentele e rivendicazioni.
Ma non ce la faccio. Sono troppo stanca.
Dalla scorsa settimana non dormo una notte decente. Da venerdì sera il Patato ha febbre, un mal di gola immane e da sabato è conciato peggio della Pimpa. Passa le notti piangendo, urlando e, secondo me, anche imprecando parecchio, pur se in una lingua che noi non conosciamo.
Tra le notti insonni e la mia scuola di yoga, ho avuto pure il piacere di trascorrere l’alba di domenica mattina al pronto soccorso. Così, tanto per impegnare un po’ il tempo, che se no avremmo corso il rischio di annoiarci parecchio questo fine settimana.
Forse tutti i sintomi messi insieme mi avevano insinuato qualche strano dubbio nella testa. Ma non al medico dell’ospedale, per il quale il solito misterioso virus di febbraio era certamente responsabile di tutti i misfatti.
Ma io sono zuccona (da qualcuno la creatura dovrà pur aver preso) e meno male che c’è la Santa Pediatra, prova vivente che anche il SSN qualche speranza ancora ce l’ha.
Stamattina visita immediata, tampone in gola e, dopo cinque minuti netti, responso ufficiale: scarlattina.
Per carità, nonostante il nome che evoca medievali pestilenze, alla fine è una tonsillite che passa con qualche giorno di antibiotico. Ovviamente se capisci cos’è e come devi curarla, se no effettivamente qualche guaio serio puoi rischiare di passarlo.
Così questa volta, nonostante lo sfinimento, invece di andare a dormire, ho mandato una bella email all’ufficio relazioni col pubblico dell’ospedale. 
Voglio proprio vedere cosa mi rispondono (SE mi rispondono). Magari che hanno finito i soldi per fare un tampone in gola a un bambino di due anni.

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4 pensieri su “ORDINARIO WEEKEND DI FOLLIA

    • Ciao! Prima di tutto scusami del ritardo, ma il tuo commento era stato “inghiottito” da non so bene cosa e me ne sono accorta solo adesso!!!
      Allora, da queste parti la guarda medica non viene a casa: se vuoi puoi portare il bambino in ambulatorio e, tra l’altro, la guardia pediatrica c’è solo in centro città (non proprio a portata di mano). Quella “normale” di solito non si assume la responabilità di visitare i bambini, soprattutto se piccoli, e in ogni caso dubito che abbiano a disposizione il kit per i tamponi in gola….
      Quindi in caso di necessità in orari non coperti dal pediatra di solito tocca il tour al pronto soccorso che, spesso, è più frustrante che altro 😦

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