DONNE (e UOMINI)

Il marito è partito martedì e io, come per tutti i casi di partenza, mi sono trovata a domandarmi se mai sarebbe tornato.
C’era la neve martedì, io avevo il torcicollo e una f…. fifa di restare un’altra volta bloccata come lo scarafaggio Gregory, così come già capitato qualche mese fa.
Dovevo anche andare in ufficio martedì, ma causa dolori (miei) e malattie (di chi dovevo incontrare) ho ripiegato su #ufficioincasa, rinviando a momenti più propizi le attività di condivisione sociale dei miei prodotti lavorativi.
Avevo i miei soliti timori martedì, quelli di tutte le volte in cui mi capita di rimanere unico genitore presente e disponibile del Patato, probabilmente a causa di pregressi traumi, visto che, per  legge statistica, in queste circostanze capitava immancabilmente l’intoppo della febbre di qualcuno, il malanno di qualcun altro, le notti in bianco a ripetizione e la necessità di chiamare il soccorso alpino per essere tratti in salvo, a pena del rischio di morte di stenti.
So che, prima o poi, dovrò in qualche modo farmene una ragione e farci l’abitudine, ma per ora non ci sono ancora riuscita.
Martedì mattina mi sono infilata gli scarponi da neve, ho infilato i baby-doposci al Patato e siamo usciti nella neve per andare all’asilo.
Sono tornata a casa, ho acceso il pc, collegato la chiavetta e, con tutto quanto di caldo potevo tenere sul collo dolorante, ho lavorato.
Mi sono preparata il pranzo, ho mangiato, sistemato un minimo la casa disastrosa, almeno per quanto consentito dal blocco muscolare, letto le news e navigato sull’iPad, fino al momento di andare al nido a riprendere il figlio.
Abbiamo ricamminato nella neve, ormai mentre si stava sciogliendo, improvvisamente alla grande, come se fosse arrivato dal creatore un ordine urgente e perentorio di immediato disgelo. Abbiamo comprato il pane e il Patato scroccato il solito panino alla fornaia.
Poi è arrivata Lei. A piedi dalla stazione, con le sue due borse per due giorni. La borsetta in realtà ben più pensante del bagaglio vero e proprio.
Abbiamo fatto merenda con le chiacchiere di carnevale, il tè (per me) e il caffè (per Lei).
Il Patato le si è immediatamente incollato addosso come un francobollo a presa rapida, quasi quanto accade con la nonna. E per più di ventiquattro ore non si è neppure sognato di chiedere del papà, di chiamarlo, di reclamarlo al risveglio come diritto di nascita. Ha giocato, mangiato, nuotato nella vasca da bagno e fatto il solito casino.
Io ho fatto quello che faccio di solito, nel tempo che passo tra casa, asilo, spesa, spazi aperti quando il tempo permette. Ho preparato pasti, cambiato pannolini, riempito vasche da bagno, caricato e svuotato lavastoviglie e lavatrici stracolme di bucato. Mangiato e dormito. Tutto (quasi) come al solito.
Solo che c’era Lei. E allora ho davvero capito quel che dice in questi giorni Elasti. Al di là del fatto che lei riesce a dirlo in un  modo che a me non riuscirà neppure tra qualche secolo.
Il marito chiamava ogni tanto, tra un impegno e l’altro, tra una riunione e l’altra, tra la notte insonne e la colazione. Chiedeva se tutto era ok. Come stavamo, se il Patato dormiva, mangiava e faceva il solito casino.
Alla terza telefonata, e alla terza serie di identiche risposte: SI, SI, SI, ha detto che aveva il sospetto che potesse restare dov’era a tempo indeterminato, ché la vita qui sarebbe proseguita comunque.
E allora ho ancor di più capito cosa dice Elasti. Che due donne possono essere la migliore squadra mai esistita, che in quel caso tutto fili liscio come l’olio, veloce come il treno alta velocità sui binari a 300 km/h, o lento come un calessino trainato da due pony bianchi. A seconda di contingenze e necessità.
In modo del tutto naturale, fluido, tranquillo.
E allora, in quel caso, corri davvero un rischio tremendo.
Quello di domandarti a cosa servono davvero gli uomini 😉 Anche se è S. Valentino.

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4 pensieri su “DONNE (e UOMINI)

  1. Buon San Valentino!oggi mentre cercavo di cucinare una cena decente per il papà ritornando per un attimo donna oltre che mamma avrei tanto voluto averla una LEI cosi…;)

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    • Mio marito infatti si è abbastanza risentito e ha fatto la vittima per un paio di giorni.
      Il post, in realtà, voleva essere più che altro ironico, ma evidentemente non sono riuscita ad esprimermi nel migliore dei modi 😦
      Ad ogni modo mi tocca arrangiarmi comunque, quando l’altro genitore trascorre fuori casa 12 ore al giorno non è che ci siano grandissime alternative.

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