BILANCI e L’ANNO CHE VERRÀ

Forse è inevitabile arrivare agli ultimi giorni, alle ultime ore, di un anno e trovarsi con la testa che frulla, mentre cerca in qualche modo di chiudere un bilancio del tempo passato, in attesa dell’arrivo all’ineludibile traguardo. 
This is the end. Un anno è andato, finito, archiviato.
E domani è un altro giorno, si ricomincia.
Inevitabile, nonostante io non sia quella delle grandi celebrazioni di capodanno, anzi, al contrario, sia quella che, neppure tanto raramente, decide di andarsene a dormire prima della mezzanotte e attendere il futuro brindando nel mondo dei sogni. E accolga, con un neppure così celato sollievo, le fine di tutte quelle celebrazioni scomposte il cui significato continua a non comprendere appieno.
Però il 2012 non è stato un anno molto “normale”, da diversi punti di vista.
Mica solo per la profezia Maya e le annesse previsioni astronomico-astrologiche.
Non lo è stato dal punto di vista familiare, personale e lavorativo.
È stato un anno iniziato con un pesante lutto familiare, una situazione lavorativa e di equilibrio psicofisico difficili, che hanno richiesto interventi e tempi di recupero sicuramente importanti e non usuali. 
È stato l’anno del mio anno sabbatico. 
Dell’apertura del mio blog e della riscoperta di una passione sopita da secoli.
È stato l’anno in cui il Patato ha iniziato a parlare, a dormire (ehm, beh, più o meno, diciamo. Sicuramente un po’ di più di prima :-)), a mangiare senza far dannare sua madre ad ogni pasto. Ad andare all’asilo anche per qualche settimana di fila, senza ammalarsi ogni tre giorni.
È stato l’anno in cui mi hanno chiesto di riprendere in anticipo il lavoro, con uno strano esperimento di telelavoro part-time, che è appena iniziato e non so proprio come andrà.
Ho scritto parecchie cose. Forse già significative e importanti così. Ma ancora superficiali.
Ho scritto di cose fatte e accadute. Non di come mi sento io e di come mi sentivo esattamente un anno fa.
Probabilmente non sarebbe neppure opportuno, se non in una sintesi estrema, nell’essenza assoluta di un sentire che è drammaticamente cambiato.
Perché io sono cambiata. 
Non voglio dare un giudizio di valore. Se in meglio o in peggio, agli occhi del mondo, sarà qualcun altro a stabilirlo.
In queste righe l’unica valida unità di misura è la mia.
E, nella mia, sempre più fortemente so chi sono, cosa voglio e cosa non. Comprendo i limiti di ciò che per il mio mondo è accettabile o meno.
Non che la cosa renda tutto più semplice, anzi. Comporta una negoziazione continua, millimetrica e a tratti estenuante tra ‘il dentro” e “il fuori”. Tra me e il mondo. Dove il mondo, magari, è anche mio marito, o mio figlio. Non necessariamente il nemico.
Ma c’è la consapevolezza di aver fatto il possibile, di aver visto e di vedere, dopo mesi di tenebra profonda, finalmente la luce.
Buon anno, ovunque ci porterà.

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4 pensieri su “BILANCI e L’ANNO CHE VERRÀ

  1. Lo sai Carlotta? Io vedo la luce come un miraggio. Forse è solo la mia immaginazione, ma tu non dirglielo per favore. Voglio continuare a credere che ci sia veramente la luce e chissà che alla fine non si materializzi! Buon anno Carlotta

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    • Grazie! E buon anno anche a te! Per il resto, sai, la mia di luce – forse quella di tutti – è sempre un po’ ad intermittenza, come quelle degli alberi di Natale. A volte c’è, a volte scompare del tutto in una notte nerissima…è sempre una grande sfida riuscire a vederla.

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