NEVE

La mia settimana lavorativa è finita giovedì. Per fortuna, visto che, anche grazie alle notti insonni da tosse e raffreddore del Patato, ero già parecchio stanca.
Continuo a non spiegarmene realmente il motivo, visto che tre mattine lavorative sono davvero ben lontane dal pieno regime a cui (prima) ero abituata. Ed è anche vero che l’ultima giornata non l’ho lavorata da casa, sono andata in ufficio, ma, con ogni evidenza, quelle poche ore mi costano uno sforzo ben più grande e intenso di quello che potrei pensare.
Ieri mi sono svegliata con la neve, o meglio, mi hanno detto che c’era la neve e, data la presenza di mia suocera che accudiva la belva malaticcia, sono rimasta a letto un pochino più a lungo del solito. 
Da sola, sotto il piumone a prova di artico, ad ascoltare il silenzio.
Quando mi sono alzata ho visto finalmente il bianco, ben più intenso e ricco di quanto avrei immaginato.
Ho sempre pensato che la neve fosse un regalo, pur nei momenti in cui le maledizioni da disagi e disservizi non si contavano, quando il solito e banale percorso casa-lavoro diventava un’avventura, quando i programmi per la giornata o la serata rischiavano di fallire miseramente, sostituiti da ben più pigri propositi da divano e Tv.
La neve spesso costringe a staccare dalla routine, a rivedere la lista delle priorità che incombono, a ricordarci che non siamo onnipotenti e che sempre c’è e ci sarà qualcosa su cui non abbiamo controllo e potere. 
Che, magari, quella cosa così urgente che dovevamo sbrigare proprio oggi, alla fine così urgente non è. Che, in fondo, quella cosa lì possiamo anche rimandarla a domani, senza che il mondo finisca.
Sono poi uscita di casa, a piedi, con gli scarponi da montagna, per andare alla mia lezione di yoga del venerdì.
Passo dopo passo, con qualche fatica e grande attenzione a non scivolare, mentre pensavo che a volte la neve può essere come lo yoga, o lo yoga come la neve, quando ci aiutano, per qualche ora o qualche giorno, a “staccare” la spina dal quotidiano, a rivedere i nostri schemi inconsapevoli e le nostre abitudini, “ripulendoci” un po’ da qualche tossina accumulata nel tempo.
Stamattina lo yoga diventava, invece, la priorità del mio weekend mensile e gli scarponi e la buona volontà non sarebbero stati sufficienti a farmi percorrere gli otto chilometri che mi separano dalla meta. 
Stavolta sono servite le gomme invernali, ma ho avuto la fortuna, in entrambe le direzioni di marcia, di evitare il delirio da traffico in sabato pre-natalizio.
Il meteo inclemente ha convinto molti a stare a casa al caldo. E io ho avuto il mio regalo.

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2 pensieri su “NEVE

  1. Qualche minuto in più avvolti nel piumone caldo appena svegli e ascoltare il silenzio della neve… un dono che qui al Sud capita poche volte ma è una sensazione che non si dimentica… mai 🙂

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    • Io amo il sole, il caldo e l’estate e in verità in questa stagione mi capita di soffrire parecchio, ma quando nevica è davvero tutta un’altra cosa 🙂

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