MICA FACILE

Certo, si sapeva. Che ricominciare non sempre è proprio la cosa più semplice del mondo. Neppure con la prospettiva di lavorare dal soggiorno di casa tua, con il tè a portata di mano, a due passi dall’asilo di tuo figlio e solo per quattro ore la mattina.
Si sa che ci sono ritmi da trovare e ritrovare, ambiti in cui riorientarsi, pezzi di puzzle da sistemare nei propri spazi, e cose da scoprire, tipo cosa è successo nei mesi in cui tu sei stata altrove, a fare altro.
Certo, niente di inatteso o particolarmente sorprendente.
Ma capita ci siano altre cose da aggiungere, cose che, di per sè, nulla avrebbero a che fare con #ufficioincasa.
Tipo che tuo figlio, molto opportunamente, abbia ricominciato la follia delle notti insonni, dopo un periodo di pace e tranquillità che aveva fatto gridare al miracolo dell’autunno 2012.
Che adesso, da un po’ di giorni, trascorra le notti urlando nel letto come fosse braccato dagli alieni, che non voglia stare coperto nemmeno nel gelo di dicembre, che scalci via coperte e affini come ci fossero i 35 gradi di ferragosto.
Che, come sempre, non ci si capisca un bene amato cavolo. Se abbia fastidi, dolori, incubi o gli inspiegabili capricci dei terrible two (ma, i capricci di notte in stato di parziale incoscienza mi convincono poco)
E, allora, lì, a ricominciare il toto-perché. Sarà il mal di pancia, ha mangiato troppo, troppo poco, il lattosio, il virus intestinale, i molari che mancano, le giornate troppo lunghe, troppo corte, troppo piene, troppo vuote.
E io che ne so. Così come non l’ho saputo nei due anni precedenti di notti in bianco.
Certo, da alcune settimane anche il suo comportamento diurno sembra cambiato, e non in meglio. Ieri pomeriggio ha fatto una scena epocale di più di mezz’ora anche coi nonni.
Al nido mi dicono che è abbastanza incontenibile, non sta fermo, non ascolta quasi mai, parla molto poco, ma che in compenso non riescono a fargli smettere le sue performance musicali di “Fra’ Martino” e “Io Vagabondo”. Anche se lì pare dorma tranquillissimo.
Le sue capacità linguistiche non consentono ancora un dialogo vero e proprio, impossibile farsi dire se ci sia qualcosa che non va o anche solo farsi raccontare la sua giorntata. E allora qualche paranoia materna magari si affaccia. 
Chiederò un colloquio con la sua educatrice e, a seguire, un giretto dalla pediatra. 
Prima o poi dovrò pur capirci qualcosa, o no?

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2 pensieri su “MICA FACILE

  1. Ci sono amiche mie con i tuoi stessi problemi… pensa che ad una adesso il figlio gli si è fissato che non vuole vestiti con i bottoni, praticamente il bimbo è sempre in tuta perchè altrimenti si impunterebbe e urlerebbe fino a strapparsi i vestiti per toglierli!!

    (scusami potrei chiederti una cosa?sono nuova…non capisco come si fa a scrivere i post..ho chiesto alla redazione ma nessuno mi risponde..io ho già un blog che è 1marypoppins7.blogspot.it …e non mi è mai risultato così difficile iniziare a scrivere come qui su style.it!!! spero tu mi possa aiutare!)

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    • Mah, vai a capire davvero cosa passa a volte per la testa dei bambini!
      Per quanto riguarda i post, quando io ho aperto il blog ho ricevuto dalla redazione una email con i vari link per accedere al pannello di amministrazione che ti consente di inserire i post, amministrare i commenti, modificare la testata ecc. Purtroppo di più non ti so dire, anche io non è che sia espertissima sulle questioni “tecniche”. Benvenuta!

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