COLPO DI SCENA

Inizio settimana molto autunnale quest’oggi.
Forse non proprio di quelli che ti danno una mano a superare la prima epidemia familiare della stagione, che una bella gastroenterite novembrina non si fa mancare a nessuno.
Se, casualmente, qualcuno avesse scoperto il segreto per evitare stabilmente il contagio dai malanni da asilo dei propri pargoli avrebbe la mia infinita riconoscenza. Son due anni che non ne esco.
Comunque, non è di questo.
In occasione dell’ultimo post pubblicato qualcuno mi ha domandato se i miei dilemmi riguardassero l’approssimarsi della fine del mio anno sabbatico, e la risposta è stata no.
Il problema stava altrove e, magari, un giorno, se e quando avrò “digerito” la cosa, ne parlerò anche qui.
In effetti, però, anche con riferimento all’anno sabbatico stava e sta succedendo qualcosa.

Alcune settimane fa ho ricevuto un’email, del tutto inattesa, nella quale mi si chiedeva l’eventuale disponibilità ad interrompere anticipatamente il periodo di aspettativa concordato (il cui termine sarebbe ancora ben lontano) per provare un esperimento di telelavoro part-time.
Ad onor del vero, la domanda iniziale non era proprio stata così chiara e cristallina, ma questa sarebbe in sostanza la versione finale, dopo qualche rielaborazione ed aggiustamento.
Che fare?
Non mi sono stati posti vincoli particolari, mi è stato detto che sarei stata libera di rispondere “no” e terminare il mio congedo nei termini previsti.
Era una diversa possibilità, un’opzione imprevista, anche un po’ pazza, visto che né la sottoscritta né l’azienda hanno mai avuto alcuna precedente esperienza del genere.
Ci ho riflettuto un po’. E dall’iniziale riflesso istintivo di rispondere “no, grazie, sto bene così, dove sono ora, con ciò che sto facendo adesso”, ho pensato che, in fondo, poteva anche essere una possibilità interessante.
Che, in fondo, voglio continuare a pensare e a credere che esista davvero una via per le donne, per le madri, di continuare a lavorare pur preservando i tempi e gli spazi necessari ai propri figli e alla propria famiglia.
Che, in fondo, questi miei mesi sabbatici me li sono goduti, per quanto possibile, e hanno portato con sé una serie di cose belle, nuove e vitali.
Il mio blog, il tempo e la voglia di pensare e decidere le cose che più mi fanno stare bene, la chiarezza di capire su quali priorità investire per il futuro.
E mi auguro e spero che non andrà tutto perso, anche se, inevitabilmente, avrò un pochino meno tempo da dedicare a quelli che ora erano i miei impegni full time.

Il mio anno sabbatico finisce tra una settimana.
Lavorerò tre mattine a settimana, prevalentemente da casa, salve le incombenze e necessità che renderanno opportune periodiche visite in ufficio.
Funzionerà? Spero di sì.
Il tempo, come sempre, pronuncerà il suo verdetto.

Ovviamente vi terrò informati. E da martedì prossimo #ufficioincasa!

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6 pensieri su “COLPO DI SCENA

  1. Proprio la settimana scorsa leggevo un articolo che sosteneva che le madri migliori (cosa vuoledire poi?!?) sono quelle che hanno un lavoro part time. … Che scoperta!
    Io ho avuto la fortuna di poterlo chiedere e, sopprattutto, di vedermelo concesso.
    In bocca al lupo per la nuova avventura!

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    • Ciao Chiara,
      Sì, infatti, chissà cosa vorrà dire “madre migliore”!
      Nel mio caso l’elemento fondamentale non è solamente il part-time, quanto soprattutto la possibilità di lavorare da casa, con una maggiore flessibilità. Se poi funzionerà veramente lo scopriremo tra un po’ 🙂
      Ti ringrazio moltissimo per l’in bocca al lupo, ne avrò sicuramente bisogno!

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  2. Bella notizia! E’ quello che sto facendo anch’io 🙂 Il mio è non è un vero part-time, è una riduzione di orario dovuto ai contratti di solidarietà. In ogni caso, le 30 ore le organizzo io in funzione delle cose da fare. Ho la fortuna di fare un lavoro che viene meglio se si riesce a stare soli e concentrati, senza interruzioni e rumori che distolgono l’attenzione. Lavoro molto a casa, e sono presente in ufficio, o dai clienti, quando necessario. Funziona, eccome se funziona!!!
    In bocca al lupo:)

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  3. Carlotta, sono proprio felice per te. Sì, è vero hai dovuto rinunciare al resto dell’anno sabbatico, ma considerato quanto difficilmente venga concesso il telelavoro, hai fatto benissimo ad approfittarne. Comunque andrà, avrai fatto un’esperienza diversa. Che bello, sarebbe il mio sogno! In bocca la lupo!

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