STAY SLOW, STAY SMART

La scorsa settimana ho fatto una chiacchierata con un’amica che, ormai quasi un anno fa, ha deciso di lasciare il confortevole posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, in cui stava da anni, per scegliere un nuovo stile di vita.
Con tutte le incognite del caso (di tutti i tempi e di questi tempi, soprattutto) ha deciso di cominciare una nuova vita da libera professionista, consulente di aziende. 
In pratica il lavoro che prima faceva all’interno di una organizzazione strutturata (…vabbé, qui ci scappava facile la battutina, ma evito), ora lo fa in autonomia, da casa sua, con la sua partita IVA e il suo pc.
Si potrebbero dire tantissime cose su una scelta del genere. 
Forse considerata assai “anomala” di questi tempi, strana, controcorrente, addirittura “folle”, secondo qualcuno. 
Si potrebbe stilare una lunga lista di pro e contro, com’era prima, com’è ora. Il guadagno di prima e di poi, i costi di prima e di poi.
Ma oggi vorrei condividere un altro aspetto su cui ci siamo un po’ confrontate e che, in prima battuta, mi é sembrato abbastanza sorprendente.
Mi diceva che, a differenza della vita lavorativa in azienda, in cui le giornate erano un continuo susseguirsi di urgenze, di scadenze improrogabilissime, di emergenze senza precedenti e dove, quindi, i ritmi di una giornata di 8 ore rischiavano di pesare sull’equilibrio psicofisico  e familiare come se le ore fossero 16, nella sua attuale esperienza questo “mondo” pare essersi ribaltato.
Dato che le vecchie abitudini son dure a morire, nonostante l’impegno che ci si possa dedicare, lei ammette di cercare sempre di essere il più veloce possibile nelle tempistiche proposte ai suoi clienti. 
E il fatto strano é che loro, quegli stessi che prima era tutto un “mi serve per ieri“, adesso siano tutto un “si prenda i tempi necessari”, “una settimana o dieci giorni non cambia nulla”, “ma é sicura di farcela in così poco tempo?”

Ora, credo che la cosa sia abbastanza interessante. Ci sarebbe da fare un bello studio sopra.
Che sia la crisi?
Che il movimento slow stia facendo proseliti? 
Che l’avvicinarsi dell’avvento della profezia Maya stia davvero producendo impensabili ed epocali trasformazioni?
Che la mia amica sia una persona molto fortunata nel trovare clienti particolarmente pazienti e di buon senso?
Possibile. 
E possibile anche, a mio modesto parere, che su alcuni brutti vizi del mondo aziendale ci sarebbe da intervenire seriamente.
Ne va della vita di tutti. Di quella del mondo del lavoro e di quella delle persone.

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